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Hai un progetto per accelerare la transizione ecologica in Toscana?

La Regione Toscana, in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), sostiene iniziative innovative per la sostenibilità e la tutela ambientale.

È attivo il terzo avviso per la presentazione dei progetti: scopri come partecipare e diventare protagonista del cambiamento.

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TOSCANA 2030

Scopri i 17 obiettivi per trasformare il mondo: dalla tutela ambientale alla sostenibilità sociale ed economica.
La Toscana fa la sua parte: fai la tua!

Nasce un nuovo progetto energetico per il 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐚 𝐥𝐢𝐯𝐨𝐫𝐧𝐞𝐬𝐞: si chiama Cer Save ed è la 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐄𝐧𝐞𝐫𝐠𝐞𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐑𝐢𝐧𝐧𝐨𝐯𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐒𝐨𝐥𝐢𝐝𝐚𝐥𝐞 di area vasta che comprende la 𝐂𝐨𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐄𝐭𝐫𝐮𝐬𝐜𝐡𝐢 𝐞 𝐥’𝐈𝐬𝐨𝐥𝐚 𝐝’𝐄𝐥𝐛𝐚.
𝐀𝐬𝐬𝐞𝐦𝐛𝐥𝐞𝐞 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐨𝐢𝐧𝐯𝐨𝐥𝐠𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨
Per favorire la partecipazione attiva di cittadini, imprese e associazioni, sono state organizzate tre assemblee pubbliche nel mese di aprile:
𝟐𝟎 𝐚𝐩𝐫𝐢𝐥𝐞 𝐚 𝐂𝐞𝐜𝐢𝐧𝐚
𝟐𝟏 𝐚𝐩𝐫𝐢𝐥𝐞 𝐚 𝐏𝐢𝐨𝐦𝐛𝐢𝐧𝐨
𝟐𝟐 𝐚𝐩𝐫𝐢𝐥𝐞 𝐚 𝐑𝐨𝐬𝐢𝐠𝐧𝐚𝐧𝐨 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢𝐦𝐨
Ulteriori eventi sono in fase di definizione in altri comuni del territorio.
L’obiettivo è rendere accessibili a tutti le opportunità offerte dalle comunità energetiche.
𝐔𝐧 𝐦𝐨𝐝𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐞 𝐬𝐨𝐥𝐢𝐝𝐚𝐥𝐞
Il progetto punta a costruire un sistema circolare basato sulla produzione e sul consumo locale di energia rinnovabile, con benefici concreti su più livelli:
𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐜𝐨, grazie alla riduzione dei costi energetici;
𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞, favorendo inclusione e collaborazione tra i membri;
𝐚𝐦𝐛𝐢𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞, contribuendo alla transizione ecologica.
Al centro della Cer Save ci sono principi chiave come condivisione, partecipazione e solidarietà, elementi fondamentali per uno sviluppo sostenibile che coinvolga attivamente l’intera comunità.

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Il tredicesimo distretto biologico toscano copre oltre 1.000 ettari e 95 aziende agricole tra Firenze, Signa, Lastra a Signa e Scandicci 🌱

Innovazione, sostenibilità e collaborazione diventano rete: aziende, comuni e comunità locali lavorano insieme per rafforzare pratiche agricole rispettose dell’ambiente 🤝

La Toscana guida l’Italia nel settore: oltre 5.000 aziende inserite nei distretti, 76 comuni coinvolti, e il 42% della superficie agricola coltivata con metodo sostenibile.

Il Distretto Fiorentino punta a:
✅ valorizzare le produzioni locali
✅ tutelare l’ambiente
✅ sostenere lo sviluppo economico del territorio

Tra le azioni principali: gestione sostenibile del suolo, riduzione dei rifiuti, promozione dell’agrobiodiversità e supporto all’innovazione agricola ♻️

Un nuovo esempio di come la Toscana trasformi la rete dei distretti agricoli in opportunità per imprese, cittadini e territorio.

#ToscanaSostenibile #AgricolturaSostenibile #BioToscana #SviluppoSostenibile #Agenda2030

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La transizione non inizia quando si chiude un impianto, ma quando 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥’𝐢𝐦𝐩𝐢𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐬𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐬𝐩𝐞𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞. La realtà è più silenziosa e, per certi versi, più radicale. È questo il punto che spesso sfugge a chi si concentra su date di dismissione, decreti e annunci. Le vere transizioni non avvengono attraverso una sostituzione immediata, ma tramite 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐯𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐝𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀.
𝐔𝐧 𝐞𝐬𝐞𝐦𝐩𝐢𝐨 𝐫𝐞𝐜𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐞 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐚 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐒𝐩𝐚𝐠𝐧𝐚.
Negli ultimi dodici mesi la produzione nucleare in Spagna è scesa a 49.981 GWh, sotto i 50.000 per la prima volta. Non è solo una normale variazione: è come se il paese avesse già 'abbandonato' la produzione di una centrale, anche senza averla formalmente chiusa. Il nucleare di solito funziona in modo continuo: in Spagna ha un fattore di capacità di circa il 93%, che dovrebbe portare a circa 57.980 GWh l’anno. Il fatto che siano stati prodotti solo 49.981 GWh significa che mancano circa 8.000 GWh, cioè più o meno la produzione annua di un reattore.
In altre parole, 𝐝𝐚𝐥 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐯𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐞𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐢𝐥 𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐚 𝐬𝐭𝐚 𝐠𝐢𝐚̀ 𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐟𝐨𝐬𝐬𝐞 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐦𝐞𝐬𝐬𝐚: il nucleare non è ancora stato spento formalmente, ma produce meno, incide meno sul mix e viene progressivamente sostituito nella pratica operativa.
È questa la sostanza della transizione energetica. 𝐆𝐥𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐢𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐢𝐫𝐫𝐢𝐥𝐞𝐯𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐧𝐞𝐥 𝐦𝐨𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐜𝐮𝐢 𝐯𝐞𝐧𝐠𝐨𝐧𝐨 𝐬𝐩𝐞𝐧𝐭𝐢, 𝐦𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐬𝐦𝐞𝐭𝐭𝐨𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐧𝐞𝐜𝐞𝐬𝐬𝐚𝐫𝐢. E i dati dell’ultimo anno indicano che, in Spagna, è già iniziato questo processo.

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Un team internazionale di ricercatori ha individuato 𝐯𝐚𝐬𝐭𝐢𝐬𝐬𝐢𝐦𝐢 𝐬𝐞𝐫𝐛𝐚𝐭𝐨𝐢 𝐫𝐢𝐜𝐜𝐡𝐢 𝐝𝐢 𝐟𝐥𝐮𝐢𝐝𝐢 𝐦𝐚𝐠𝐦𝐚𝐭𝐢𝐜𝐢 sotto le aree geotermiche di Larderello e del Monte Amiata. Questi corpi si trovano a profondità comprese tra 8 e 15 km e raggiungono volumi di migliaia di chilometri cubi. Come sottolinea Matteo Lupi, coordinatore dello studio, sebbene la Toscana fosse già nota per la sua attività geotermica, l’esistenza di strutture così estese rappresenta 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐜𝐨𝐩𝐞𝐫𝐭𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐨𝐫𝐝𝐢𝐧𝐚𝐫𝐢𝐚. 
𝐔𝐧 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐞𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐞𝐧𝐨𝐫𝐦𝐞
La presenza di grandi quantità di fluidi magmatici suggerisce infatti un potenziale geotermico ancora più elevato per la regione toscana, già storicamente una delle più importanti aree geotermiche al mondo. Una migliore comprensione di questi sistemi potrebbe contribuire allo sviluppo di nuove tecnologie per lo sfruttamento sostenibile del calore terrestre, rafforzando il ruolo della geotermia nella transizione energetica.
𝐔𝐧𝐚 𝐭𝐞𝐜𝐧𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐚 𝐢𝐧𝐧𝐨𝐯𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐞 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞
Fondamentale per questa scoperta è stata l’applicazione della tomografia da rumore sismico ambientale, una tecnica innovativa che consente di “vedere” il sottosuolo analizzando le vibrazioni naturali della Terra. Questo metodo si distingue per essere rapido, economico e completamente privo di impatti ambientali invasivi..
𝐍𝐮𝐨𝐯𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐞 𝐦𝐚𝐭𝐞𝐫𝐢𝐞 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐞 𝐜𝐫𝐢𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞
Oltre all’energia, la scoperta apre scenari promettenti anche nel campo delle materie prime strategiche. I sistemi magmatici profondi sono infatti strettamente legati alla formazione di elementi come il litio e le terre rare, fondamentali per tecnologie moderne come batterie, dispositivi elettronici e sistemi per le energie rinnovabili.

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Sul tema relativo alla “Promozione di un teleriscaldamento efficiente”, è ora disponibile da parte del MASE, un apposito Vademecum per il rispetto del principio DNSH.
Ricordiamo che il principio DNSH (“Do No Significant Harm”, ovvero “non arrecare un danno significativo” all’ambiente), nasce  allo scopo di garantire che gli investimenti finanziati con le risorse europee siano realizzati senza pregiudicare le risorse ambientali. La finalità di correlare le politiche di sviluppo alla tutela dell’ecosistema, ha ispirato l’introduzione di tale principio all’interno dell Regolamento (UE) 2020/852, noto anche come Regolamento sulla tassonomia dell’UE, per promuovere gli investimenti sostenibili.
In sintesi, il nuovo Vademecum contiene: 
una sezione introduttiva sul principio DNSH; 
la descrizione dell’investimento PNRR per la promozione del teleriscaldamento efficiente e dei principali obblighi derivanti dal principio DNSH; 
la sintesi degli adempimenti DNSH a carico dei Soggetti attuatori in fase di realizzazione e di rendicontazione degli interventi; 
in allegato, la check list di verifica e controllo DNSH n. 21 della Guida operativa per il rispetto del principio DNSH (Circolare MEF-RGS n. 22/2024) relativa alla Realizzazione di impianti di teleriscaldamento, in versione compilabile e in versione “assistita”, con l’indicazione dei riferimenti normativi e della documentazione relativa ad ogni punto di verifica DNSH.

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La Giunta regionale ha approvato 𝐮𝐧’𝐢𝐧𝐝𝐚𝐠𝐢𝐧𝐞 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐏𝐅𝐀𝐒 𝐢𝐧 𝐚𝐜𝐪𝐮𝐚, 𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐞 𝐫𝐢𝐟𝐢𝐮𝐭𝐢, con focus sui principali settori produttivi toscani.
L’obiettivo è 𝐫𝐚𝐟𝐟𝐨𝐫𝐳𝐚𝐫𝐞 𝐦𝐨𝐧𝐢𝐭𝐨𝐫𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, in linea con le norme europee sugli inquinanti persistenti. In particolare, l’indagine servirà a:
𝟏) 𝐫𝐢𝐥𝐞𝐯𝐚𝐫𝐞 𝐢 𝐏𝐅𝐀𝐒 in scarichi idrici, emissioni e rifiuti 
𝟐) 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐯𝐢𝐝𝐮𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐟𝐨𝐧𝐭𝐢 principali di contaminazione 
𝟑) 𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐥𝐥𝐢 e supportare future misure di riduzione 
La priorità sarà data alle aziende con AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) soprattutto nei settori: depurazione delle acque, gestione rifiuti, cuoio, carta, tessile e altri comparti che utilizzano PFAS. Saranno 𝐜𝐨𝐢𝐧𝐯𝐨𝐥𝐭𝐢 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐢 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐢𝐝𝐫𝐢𝐜𝐨, per monitorare gli inquinanti già all’ingresso delle fognature. Il coordinamento è affidato alla 𝐃𝐢𝐫𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐀𝐦𝐛𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐞𝐝 𝐄𝐧𝐞𝐫𝐠𝐢𝐚, con il supporto tecnico di 𝐀𝐑𝐏𝐀𝐓 per campionamenti e analisi. 
𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐢 𝐏𝐅𝐀𝐒 (sostanze perfluoroalchiliche) sono un gruppo di composti chimici usati in molti processi industriali e prodotti di uso quotidiano, come tessuti impermeabili, imballaggi e rivestimenti antiaderenti. Sono molto resistenti e non si degradano facilmente nell’ambiente, per questo vengono chiamati “𝐢𝐧𝐪𝐮𝐢𝐧𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐧𝐭𝐢”. Possono accumularsi nell’acqua, nel suolo e negli organismi viventi, con possibili effetti negativi sulla salute umana.

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𝗠𝗼𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁à 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗲𝗻𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲: 𝗲 𝘀𝗲 𝗺𝘂𝗼𝘃𝗲𝗿𝘁𝗶 𝗶𝗻 𝗰𝗶𝘁𝘁à 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮𝘀𝘀𝗲 𝘂𝗻 𝗴𝗶𝗼𝗰𝗼? 🚴‍♂️

A Firenze, con “Pedala, Firenze ti premia”, 4.500 cittadini sono incentivati a usare la bici per lavoro, studio e tempo libero, con premi fino a 30€ al mese.

Più pedali, più punti accumuli, più incentivi ricevi: innovazione e gamification trasformano gli spostamenti quotidiani rendendoli più green e convenienti♻️

In Italia i trasporti su strada generano il 23% delle emissioni di CO₂ e il numero di auto private resta tra i più alti in Europa.

Progetti come questo dimostrano che cambiare abitudini è possibile, migliorando la qualità della vita nelle città.
In linea con gli Obiettivi 11 e 13 dell’Agenda 2030: città più sostenibili e riduzione delle emissioni.

#MobilitàSostenibile #CittàSostenibili #Agenda2030 #GreenMobility #Toscana

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In questo scenario segnato da instabilità internazionale e dipendenza dalle fonti fossili, emergono 𝐞𝐬𝐩𝐞𝐫𝐢𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐥𝐨𝐜𝐚𝐥𝐢 capaci di offrire risposte concrete e innovative. Tra queste c’è la 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐞𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐫𝐢𝐧𝐧𝐨𝐯𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞 (CER) di Siena che rappresenta un modello virtuoso di produzione e consumo energetico sostenibile.
La comunità ha visto l’attivazione degli impianti nella primavera del 2024 e oggi il sistema conta 408 associati, per una potenza complessiva di 951 kWh. Un dato che la rende la CER 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐓𝐨𝐬𝐜𝐚𝐧𝐚 per numero di membri e capacità produttiva.
La crisi internazionale ha contribuito ad accrescere l’interesse verso questo modello. Sempre più cittadini si informano e chiedono di aderire, attratti da un sistema che consente di produrre energia tramite impianti fotovoltaici e condividerla all’interno della comunità. L’𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐢𝐚 𝐢𝐧 𝐞𝐜𝐜𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐯𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐢𝐦𝐦𝐞𝐬𝐬𝐚 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐭𝐞 e acquistata dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE), che riconosce incentivi economici sia ai produttori sia ai consumatori quando l’energia viene utilizzata simultaneamente.
La vera innovazione delle comunità energetiche risiede proprio nel 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐝𝐚 𝐮𝐧 𝐦𝐨𝐝𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐨, 𝐛𝐚𝐬𝐚𝐭𝐨 𝐬𝐮 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐢 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐥𝐢 𝐞 𝐥𝐮𝐧𝐠𝐡𝐞 𝐜𝐚𝐭𝐞𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐫𝐢𝐛𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐚 𝐮𝐧 𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐚 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐮𝐬𝐨 𝐞 𝐥𝐨𝐜𝐚𝐥𝐞. Questo approccio non solo riduce i costi di trasporto dell’energia, con risparmi stimati tra il 15% e il 20% , ma aumenta anche la resilienza dei territori di fronte a crisi geopolitiche e fluttuazioni dei mercati.

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Durante 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐫𝐢𝐬𝐢 𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐞𝐭𝐢𝐜𝐚, 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐢 𝐠𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐢 riducono le accise sui carburanti per abbassare il prezzo alla pompa e dare un sollievo immediato a famiglie e imprese. L’idea è semplice: se la benzina costa meno, cittadini e aziende spendono meno. Tuttavia, secondo l’OCSE, 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐦𝐢𝐬𝐮𝐫𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐞𝐟𝐟𝐢𝐜𝐚𝐜𝐞 𝐞 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐚𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐞𝐟𝐟𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐧𝐞𝐠𝐚𝐭𝐢𝐯𝐢 𝐬𝐮𝐥𝐥’𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐚.
Quando un bene come il carburante è scarso, abbassarne artificialmente il prezzo non aumenta la disponibilità. Al contrario, può spingere le persone a consumarne come se il problema dell’offerta non esistesse. In questo modo, invece di stabilizzare i prezzi, il taglio delle accise può persino contribuire a farli risalire, con un effetto opposto a quello desiderato.
𝐔𝐧 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐛𝐥𝐞𝐦𝐚 𝐫𝐢𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐚 𝐥’𝐞𝐪𝐮𝐢𝐭𝐚̀. La riduzione delle accise non distribuisce i benefici in modo uniforme: chi consuma più carburante, spesso le famiglie più abbienti, riceve un vantaggio maggiore rispetto a chi ne usa poco. Di conseguenza, la misura 𝐟𝐢𝐧𝐢𝐬𝐜𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐚𝐢𝐮𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐬𝐨𝐩𝐫𝐚𝐭𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐢 𝐞' 𝐠𝐢𝐚̀ 𝐢𝐧 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐨𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐜𝐚 𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨𝐫𝐞, con effetti limitati per le fasce più fragili.
C’è poi il tema dei conti pubblici. Le accise sono una fonte importante di entrate per lo Stato e ridurle significa diminuire il gettito fiscale. Questo crea un buco di bilancio che dovrà essere coperto con 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐞 𝐭𝐚𝐬𝐬𝐞 𝐨 𝐭𝐚𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐩𝐞𝐬𝐚 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚.
Per questi motivi, l’OCSE suggerisce 𝐮𝐧 𝐚𝐩𝐩𝐫𝐨𝐜𝐜𝐢𝐨 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨. Invece di intervenire direttamente sul prezzo dei carburanti, sarebbe più efficace 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐦𝐨𝐝𝐨 𝐦𝐢𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐢 𝐞' 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐢𝐧 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐢𝐜𝐨𝐥𝐭𝐚̀. Si potrebbero prevedere trasferimenti diretti alle famiglie a basso reddito e aiuti specifici alle imprese più colpite dall’aumento dei costi energetici .
In sintesi, secondo l’OCSE, politiche mirate e dirette sono più efficaci per affrontare una crisi energetica senza creare effetti indesiderati sull’economia.

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L’Italia prova ad 𝐚𝐜𝐜𝐞𝐥𝐞𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐠𝐞𝐨𝐭𝐞𝐫𝐦𝐢𝐚 𝐚 𝐛𝐚𝐬𝐬𝐚 𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐩𝐢𝐚, la tecnologia che sfrutta il calore costante del sottosuolo per riscaldare e raffrescare le nostre case. Il cuore della svolta è un nuovo decreto che punta a semplificarne l'installazione rendendo finalmente accessibile una risorsa pulita, sicura e finora sottoutilizzata.
𝐀𝐝𝐝𝐢𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐬𝐬𝐢𝐭𝐚̀: 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚?
Il principale ostacolo alla diffusione delle sonde geotermiche a circuito chiuso (quelle che scambiano calore senza prelevare acqua) è sempre stato l’iter autorizzativo frammentato e complesso. Il provvedimento introduce ora regole omogenee su tutto il territorio nazionale. La novità più rilevante riguarda la profondità: sono state alzate le soglie entro le quali non serve più una concessione mineraria. Per i piccoli impianti destinati a case o distretti produttivi, si apre la strada dell'edilizia libera o di procedure semplificate. In pratica, installare una sonda diventerà un'operazione gestibile con le normali procedure edilizie semplificate. 
𝐔𝐧𝐚 𝐟𝐨𝐧𝐭𝐞 "𝐛𝐚𝐬𝐞𝐥𝐨𝐚𝐝" 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐦𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞 𝐞 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐢
A differenza del sole o del vento, la geotermia è una fonte "baseload": garantisce energia 24 ore su 24, indipendentemente dal meteo. Il decreto incentiva le imprese che scelgono di decarbonizzare i propri consumi termici e spinge sulle Comunità Energetiche Rinnovabili, dove lo scambio di calore può abbattere drasticamente i costi in bolletta nel lungo periodo. 
𝐒𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐞 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐩𝐞𝐧𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚
Le ricadute sono concrete: meno dipendenza dal gas naturale e una netta riduzione delle emissioni di CO2. Valorizzando il sottosuolo come risorsa termica locale, l'Italia compie un passo decisivo verso la transizione energetica, unendo l’innovazione tecnologica a una semplificazione amministrativa attesa da anni. La terra sotto i nostri piedi è pronta a diventare la nostra caldaia (e il nostro condizionatore) più efficiente.

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Crescita rinnovabili: accelerazione tedesca
La Germania ha aumentato in modo costante eolico e fotovoltaico, superando in alcuni periodi il 50% della produzione elettrica da rinnovabili. L’Italia è cresciuta più lentamente, stabilizzandosi intorno al 40-42%, con un ritmo meno continuo di installazioni.
Mix energetico
In Germania il carbone e la lignite, un tempo oltre il 40% (2019), sono scesi sotto il 20-25% grazie alla crescita delle rinnovabili. In Italia il sistema resta più dipendente dal gas, che copre circa il 45-48% della produzione elettrica, mentre le rinnovabili sono al 41-42%. Il carbone è ormai marginale (2-3%) e le importazioni valgono circa il 10-13%.
Nucleare e carbone
Dopo la chiusura del nucleare nel 2023, si temeva un ritorno al carbone. In realtà è avvenuto il contrario: il suo utilizzo ha raggiunto i minimi dagli anni ’60, senza un aumento strutturale delle emissioni, grazie alla compensazione delle rinnovabili.
Emissioni
La Germania ha ridotto le emissioni di CO₂ di circa il 46% rispetto al 1990, soprattutto nel settore elettrico, grazie alla sostituzione del carbone.
Prezzi e sicurezza energetica
Le rinnovabili hanno ridotto la dipendenza dal gas marginale, ma il sistema resta esposto alla volatilità dei prezzi. In Italia il gas determina il prezzo dell’elettricità nell’85-90% delle ore, contro una quota inferiore in Germania (circa 40-50%).
Reti e infrastrutture
La Germania ha investito oltre 200 miliardi nella rete per integrare eolico del nord e domanda del sud. L’Italia punta più su interconnessioni europee (10-13% di import) e su accumuli in crescita.
Politiche energetiche
La Germania segue una strategia di lungo periodo (Energiewende), con uscita dal carbone tra 2030 e 2038. L’Italia ha un approccio più reattivo, legato a incentivi intermittenti e gestione delle emergenze.
Conclusione
Il confronto mostra due modelli diversi: la Germania ha accelerato la transizione riducendo carbone ed emissioni, mentre l’Italia resta più dipendente dal gas e procede più lentamente nella decarbonizzazione.

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Per anni il dibattito sull’energia è stato dominato dal cosiddetto “𝐭𝐫𝐢𝐥𝐞𝐦𝐦𝐚 𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐞𝐭𝐢𝐜𝐨”: 𝐮𝐧 𝐞𝐪𝐮𝐢𝐥𝐢𝐛𝐫𝐢𝐨 𝐢𝐧𝐬𝐭𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐭𝐫𝐚 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐚𝐦𝐛𝐢𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞, 𝐚𝐜𝐜𝐞𝐬𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐜𝐚 𝐞 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐩𝐩𝐫𝐨𝐯𝐯𝐢𝐠𝐢𝐨𝐧𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢. Tre obiettivi nobili ma, nella percezione comune, difficilmente conciliabili. Le fonti rinnovabili, in particolare, venivano spesso relegate al ruolo di scelta etica: buone per il clima, ma costose e intermittenti, quindi problematiche sul piano economico e della sicurezza.
Oggi 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐧𝐚𝐫𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞' 𝐬𝐮𝐩𝐞𝐫𝐚𝐭𝐚. Non perché il trilemma sia stato “risolto” in senso teorico, ma perché la realtà industriale e tecnologica ne ha progressivamente svuotato i presupposti. Il punto di svolta è stato il crollo dei costi delle tecnologie rinnovabili, in particolare solare ed eolico, accompagnato da miglioramenti significativi in efficienza, capacità di accumulo e gestione delle reti.
Questo cambiamento ha 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐠𝐮𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐨𝐧𝐝𝐞. In primo luogo, altera la logica delle decisioni di investimento: scegliere le rinnovabili non è più (solo) una scelta “verde”, ma è la scelta economicamente più razionale. È una trasformazione silenziosa ma decisiva.
In secondo luogo, la diffusione delle rinnovabili rafforza la sicurezza energetica. Ridurre la dipendenza da combustibili fossili importati significa attenuare l’esposizione a shock geopolitici, volatilità dei prezzi e concentrazione delle forniture.
Infine, resta naturalmente il beneficio ambientale, che non è più l’unico argomento a favore delle rinnovabili, ma diventa parte di un pacchetto coerente di vantaggi.
Il superamento del trilemma energetico segna il passaggio da un’epoca di compromessi a 𝐮𝐧𝐚 𝐟𝐚𝐬𝐞 𝐢𝐧 𝐜𝐮𝐢 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀, 𝐜𝐨𝐧𝐯𝐞𝐧𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐞 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐞𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐚 𝐝𝐢𝐫𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞.

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TOSCANA 2030

Scopri i 17 obiettivi per trasformare il mondo: dalla tutela ambientale alla sostenibilità sociale ed economica.
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L’Europa scopre improvvisamente 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐬𝐢𝐚 𝐟𝐫𝐚𝐠𝐢𝐥𝐞 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐚 𝐧𝐨𝐫𝐦𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀. Sei settimane di scorte secondo l’allarme lanciato dal capo dell’Agenzia internazionale per l’energia. ...𝐀𝐞𝐫𝐨𝐩𝐨𝐫𝐭𝐢 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐜𝐚𝐫𝐛𝐮𝐫𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐞 𝐯𝐨𝐥𝐢 𝐜𝐚𝐧𝐜𝐞𝐥𝐥𝐚𝐭𝐢 per mancanza di kerosene sono il simbolo perfetto di una dipendenza mai davvero risolta.
La crisi energetica in cui siamo precipitati rende evidente ciò che si preferiva ignorare: 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐞𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐜𝐚.
Il rischio immediato riguarda il trasporto aereo, settore vitale per turismo, commercio e mobilità interna. Se i grandi hub possono resistere più a lungo, gli aeroporti minori e periferici saranno i primi a soffrire. Significa regioni isolate, collegamenti ridotti, imprese penalizzate. Ancora una volta 𝐥𝐞 𝐚𝐫𝐞𝐞 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐟𝐫𝐚𝐠𝐢𝐥𝐢 𝐩𝐚𝐠𝐡𝐞𝐫𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐞𝐳𝐳𝐨 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐚𝐥𝐭𝐨.
Ma sarebbe un errore leggere la crisi solo come un problema di voli estivi. L’aumento del prezzo del petrolio trascina con sé benzina, gas, elettricità, inflazione. 𝐅𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞 𝐞 𝐚𝐳𝐢𝐞𝐧𝐝𝐞 𝐞𝐮𝐫𝐨𝐩𝐞𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐞𝐭𝐭𝐚. C’è poi un aspetto geopolitico che non può essere eluso. Se passa il principio che uno stretto strategico possa essere aperto o chiuso in base a pedaggi, ricatti o convenienze militari, tutto il commercio globale entra in una zona grigia che rischierebbe di creare un precedente applicabile ad altre vie navigabili.
La lezione è semplice e severa: 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐬𝐩𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚̀ 𝐞𝐮𝐫𝐨𝐩𝐞𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐝𝐢𝐩𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐚 𝐮𝐧 𝐢𝐦𝐛𝐮𝐭𝐨 𝐦𝐚𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢𝐦𝐨 a migliaia di chilometri di distanza. Se non si investe ora in autonomia e previsione, ogni crisi esterna continuerà a trasformarsi in emergenza interna.

Il vero “spread” oggi non è finanziario, ma energetico.

È la distanza tra:
⚡ energia da rinnovabili → costo quasi zero
🔥 energia da gas → costosa e volatile
Nei paesi con più rinnovabili aumentano le ore a prezzo nullo.
In Italia, ancora troppo gas → ...prezzi più alti.
La

Nasce un nuovo progetto energetico per il 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐚 𝐥𝐢𝐯𝐨𝐫𝐧𝐞𝐬𝐞: si chiama Cer Save ed è la 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐄𝐧𝐞𝐫𝐠𝐞𝐭𝐢𝐜𝐚 ...𝐑𝐢𝐧𝐧𝐨𝐯𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐒𝐨𝐥𝐢𝐝𝐚𝐥𝐞 di area vasta che comprende la 𝐂𝐨𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐄𝐭𝐫𝐮𝐬𝐜𝐡𝐢 𝐞 𝐥’𝐈𝐬𝐨𝐥𝐚 𝐝’𝐄𝐥𝐛𝐚.
𝐀𝐬𝐬𝐞𝐦𝐛𝐥𝐞𝐞 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐨𝐢𝐧𝐯𝐨𝐥𝐠𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨
Per favorire la partecipazione attiva di cittadini, imprese e associazioni, sono state organizzate tre assemblee pubbliche nel mese di aprile:
𝟐𝟎 𝐚𝐩𝐫𝐢𝐥𝐞 𝐚 𝐂𝐞𝐜𝐢𝐧𝐚
𝟐𝟏 𝐚𝐩𝐫𝐢𝐥𝐞 𝐚 𝐏𝐢𝐨𝐦𝐛𝐢𝐧𝐨
𝟐𝟐 𝐚𝐩𝐫𝐢𝐥𝐞 𝐚 𝐑𝐨𝐬𝐢𝐠𝐧𝐚𝐧𝐨 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢𝐦𝐨
Ulteriori eventi sono in fase di definizione in altri comuni del territorio.
L’obiettivo è rendere accessibili a tutti le opportunità offerte dalle comunità energetiche.
𝐔𝐧 𝐦𝐨𝐝𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐞 𝐬𝐨𝐥𝐢𝐝𝐚𝐥𝐞
Il progetto punta a costruire un sistema circolare basato sulla produzione e sul consumo locale di energia rinnovabile, con benefici concreti su più livelli:
𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐜𝐨, grazie alla riduzione dei costi energetici;
𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞, favorendo inclusione e collaborazione tra i membri;
𝐚𝐦𝐛𝐢𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞, contribuendo alla transizione ecologica.
Al centro della Cer Save ci sono principi chiave come condivisione, partecipazione e solidarietà, elementi fondamentali per uno sviluppo sostenibile che coinvolga attivamente l’intera comunità.

Il tredicesimo distretto biologico toscano copre oltre 1.000 ettari e 95 aziende agricole tra Firenze, Signa, Lastra a Signa e Scandicci 🌱

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La Toscana guida l’Italia nel settore: oltre 5.000 aziende inserite nei distretti, 76 comuni coinvolti, e il 42% della superficie agricola coltivata con metodo sostenibile.

Il Distretto Fiorentino punta a:
✅ valorizzare le produzioni locali
✅ tutelare l’ambiente
✅ sostenere lo sviluppo economico del territorio

Tra le azioni principali: gestione sostenibile del suolo, riduzione dei rifiuti, promozione dell’agrobiodiversità e supporto all’innovazione agricola ♻️

Un nuovo esempio di come la Toscana trasformi la rete dei distretti agricoli in opportunità per imprese, cittadini e territorio.

#ToscanaSostenibile #AgricolturaSostenibile #BioToscana #SviluppoSostenibile #Agenda2030

La transizione non inizia quando si chiude un impianto, ma quando 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥’𝐢𝐦𝐩𝐢𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐬𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐬𝐩𝐞𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞. La realtà è più silenziosa e, per certi versi, più ...radicale. È questo il punto che spesso sfugge a chi si concentra su date di dismissione, decreti e annunci. Le vere transizioni non avvengono attraverso una sostituzione immediata, ma tramite 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐯𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐝𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀.
𝐔𝐧 𝐞𝐬𝐞𝐦𝐩𝐢𝐨 𝐫𝐞𝐜𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐞 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐚 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐒𝐩𝐚𝐠𝐧𝐚.
Negli ultimi dodici mesi la produzione nucleare in Spagna è scesa a 49.981 GWh, sotto i 50.000 per la prima volta. Non è solo una normale variazione: è come se il paese avesse già 'abbandonato' la produzione di una centrale, anche senza averla formalmente chiusa. Il nucleare di solito funziona in modo continuo: in Spagna ha un fattore di capacità di circa il 93%, che dovrebbe portare a circa 57.980 GWh l’anno. Il fatto che siano stati prodotti solo 49.981 GWh significa che mancano circa 8.000 GWh, cioè più o meno la produzione annua di un reattore.
In altre parole, 𝐝𝐚𝐥 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐯𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐞𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐢𝐥 𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐚 𝐬𝐭𝐚 𝐠𝐢𝐚̀ 𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐟𝐨𝐬𝐬𝐞 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐦𝐞𝐬𝐬𝐚: il nucleare non è ancora stato spento formalmente, ma produce meno, incide meno sul mix e viene progressivamente sostituito nella pratica operativa.
È questa la sostanza della transizione energetica. 𝐆𝐥𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐢𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐢𝐫𝐫𝐢𝐥𝐞𝐯𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐧𝐞𝐥 𝐦𝐨𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐜𝐮𝐢 𝐯𝐞𝐧𝐠𝐨𝐧𝐨 𝐬𝐩𝐞𝐧𝐭𝐢, 𝐦𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐬𝐦𝐞𝐭𝐭𝐨𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐧𝐞𝐜𝐞𝐬𝐬𝐚𝐫𝐢. E i dati dell’ultimo anno indicano che, in Spagna, è già iniziato questo processo.

A marzo l’Italia ha speso oltre 1 miliardo in più per le importazioni di #gas e #petrolio, secondo @ENEAOfficial.
Il rincaro è legato alle tensioni sui mercati energetici globali, un segnale della dipendenza dalle dinamiche internazionali.
#ANSA2030 ➡ https://t.co/Deuehx0049

Un team internazionale di ricercatori ha individuato 𝐯𝐚𝐬𝐭𝐢𝐬𝐬𝐢𝐦𝐢 𝐬𝐞𝐫𝐛𝐚𝐭𝐨𝐢 𝐫𝐢𝐜𝐜𝐡𝐢 𝐝𝐢 𝐟𝐥𝐮𝐢𝐝𝐢 𝐦𝐚𝐠𝐦𝐚𝐭𝐢𝐜𝐢 sotto le aree geotermiche di Larderello e del Monte Amiata. Questi corpi si ...trovano a profondità comprese tra 8 e 15 km e raggiungono volumi di migliaia di chilometri cubi. Come sottolinea Matteo Lupi, coordinatore dello studio, sebbene la Toscana fosse già nota per la sua attività geotermica, l’esistenza di strutture così estese rappresenta 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐜𝐨𝐩𝐞𝐫𝐭𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐨𝐫𝐝𝐢𝐧𝐚𝐫𝐢𝐚.
𝐔𝐧 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐞𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐞𝐧𝐨𝐫𝐦𝐞
La presenza di grandi quantità di fluidi magmatici suggerisce infatti un potenziale geotermico ancora più elevato per la regione toscana, già storicamente una delle più importanti aree geotermiche al mondo. Una migliore comprensione di questi sistemi potrebbe contribuire allo sviluppo di nuove tecnologie per lo sfruttamento sostenibile del calore terrestre, rafforzando il ruolo della geotermia nella transizione energetica.
𝐔𝐧𝐚 𝐭𝐞𝐜𝐧𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐚 𝐢𝐧𝐧𝐨𝐯𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐞 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞
Fondamentale per questa scoperta è stata l’applicazione della tomografia da rumore sismico ambientale, una tecnica innovativa che consente di “vedere” il sottosuolo analizzando le vibrazioni naturali della Terra. Questo metodo si distingue per essere rapido, economico e completamente privo di impatti ambientali invasivi..
𝐍𝐮𝐨𝐯𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐞 𝐦𝐚𝐭𝐞𝐫𝐢𝐞 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐞 𝐜𝐫𝐢𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞
Oltre all’energia, la scoperta apre scenari promettenti anche nel campo delle materie prime strategiche. I sistemi magmatici profondi sono infatti strettamente legati alla formazione di elementi come il litio e le terre rare, fondamentali per tecnologie moderne come batterie, dispositivi elettronici e sistemi per le energie rinnovabili.

Sul tema relativo alla “Promozione di un teleriscaldamento efficiente”, è ora disponibile da parte del MASE, un apposito Vademecum per il rispetto del principio DNSH.
Ricordiamo che il principio DNSH (“Do No Significant Harm”, ovvero “non arrecare un danno significativo” ...all’ambiente), nasce allo scopo di garantire che gli investimenti finanziati con le risorse europee siano realizzati senza pregiudicare le risorse ambientali. La finalità di correlare le politiche di sviluppo alla tutela dell’ecosistema, ha ispirato l’introduzione di tale principio all’interno dell Regolamento (UE) 2020/852, noto anche come Regolamento sulla tassonomia dell’UE, per promuovere gli investimenti sostenibili.
In sintesi, il nuovo Vademecum contiene:
una sezione introduttiva sul principio DNSH;
la descrizione dell’investimento PNRR per la promozione del teleriscaldamento efficiente e dei principali obblighi derivanti dal principio DNSH;
la sintesi degli adempimenti DNSH a carico dei Soggetti attuatori in fase di realizzazione e di rendicontazione degli interventi;
in allegato, la check list di verifica e controllo DNSH n. 21 della Guida operativa per il rispetto del principio DNSH (Circolare MEF-RGS n. 22/2024) relativa alla Realizzazione di impianti di teleriscaldamento, in versione compilabile e in versione “assistita”, con l’indicazione dei riferimenti normativi e della documentazione relativa ad ogni punto di verifica DNSH.

Heat pumps are the most efficient heating technology ever invented.

They harvest and compress pre existing heat in the air, ground or water and transport it where it is needed.

That energy is all around us.

And it does not have to pass through the Strait of Hormuz.

Nasce un nuovo progetto energetico per il 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐚 𝐥𝐢𝐯𝐨𝐫𝐧𝐞𝐬𝐞: si chiama Cer Save ed è la 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐄𝐧𝐞𝐫𝐠𝐞𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐑𝐢𝐧𝐧𝐨𝐯𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐒𝐨𝐥𝐢𝐝𝐚𝐥𝐞 di area vasta che comprende la 𝐂𝐨𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐄𝐭𝐫𝐮𝐬𝐜𝐡𝐢 𝐞 𝐥’𝐈𝐬𝐨𝐥𝐚 𝐝’𝐄𝐥𝐛𝐚.
𝐀𝐬𝐬𝐞𝐦𝐛𝐥𝐞𝐞 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐨𝐢𝐧𝐯𝐨𝐥𝐠𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨
Per favorire la partecipazione attiva di cittadini, imprese e associazioni, sono state organizzate tre assemblee pubbliche nel mese di aprile:
𝟐𝟎 𝐚𝐩𝐫𝐢𝐥𝐞 𝐚 𝐂𝐞𝐜𝐢𝐧𝐚
𝟐𝟏 𝐚𝐩𝐫𝐢𝐥𝐞 𝐚 𝐏𝐢𝐨𝐦𝐛𝐢𝐧𝐨
𝟐𝟐 𝐚𝐩𝐫𝐢𝐥𝐞 𝐚 𝐑𝐨𝐬𝐢𝐠𝐧𝐚𝐧𝐨 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢𝐦𝐨
Ulteriori eventi sono in fase di definizione in altri comuni del territorio.
L’obiettivo è rendere accessibili a tutti le opportunità offerte dalle comunità energetiche.
𝐔𝐧 𝐦𝐨𝐝𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐞 𝐬𝐨𝐥𝐢𝐝𝐚𝐥𝐞
Il progetto punta a costruire un sistema circolare basato sulla produzione e sul consumo locale di energia rinnovabile, con benefici concreti su più livelli:
𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐜𝐨, grazie alla riduzione dei costi energetici;
𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞, favorendo inclusione e collaborazione tra i membri;
𝐚𝐦𝐛𝐢𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞, contribuendo alla transizione ecologica.
Al centro della Cer Save ci sono principi chiave come condivisione, partecipazione e solidarietà, elementi fondamentali per uno sviluppo sostenibile che coinvolga attivamente l’intera comunità.

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Il tredicesimo distretto biologico toscano copre oltre 1.000 ettari e 95 aziende agricole tra Firenze, Signa, Lastra a Signa e Scandicci 🌱

Innovazione, sostenibilità e collaborazione diventano rete: aziende, comuni e comunità locali lavorano insieme per rafforzare pratiche agricole rispettose dell’ambiente 🤝

La Toscana guida l’Italia nel settore: oltre 5.000 aziende inserite nei distretti, 76 comuni coinvolti, e il 42% della superficie agricola coltivata con metodo sostenibile.

Il Distretto Fiorentino punta a:
✅ valorizzare le produzioni locali
✅ tutelare l’ambiente
✅ sostenere lo sviluppo economico del territorio

Tra le azioni principali: gestione sostenibile del suolo, riduzione dei rifiuti, promozione dell’agrobiodiversità e supporto all’innovazione agricola ♻️

Un nuovo esempio di come la Toscana trasformi la rete dei distretti agricoli in opportunità per imprese, cittadini e territorio.

#ToscanaSostenibile #AgricolturaSostenibile #BioToscana #SviluppoSostenibile #Agenda2030

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La transizione non inizia quando si chiude un impianto, ma quando 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥’𝐢𝐦𝐩𝐢𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐬𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐬𝐩𝐞𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞. La realtà è più silenziosa e, per certi versi, più radicale. È questo il punto che spesso sfugge a chi si concentra su date di dismissione, decreti e annunci. Le vere transizioni non avvengono attraverso una sostituzione immediata, ma tramite 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐯𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐝𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀.
𝐔𝐧 𝐞𝐬𝐞𝐦𝐩𝐢𝐨 𝐫𝐞𝐜𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐞 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐚 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐒𝐩𝐚𝐠𝐧𝐚.
Negli ultimi dodici mesi la produzione nucleare in Spagna è scesa a 49.981 GWh, sotto i 50.000 per la prima volta. Non è solo una normale variazione: è come se il paese avesse già 'abbandonato' la produzione di una centrale, anche senza averla formalmente chiusa. Il nucleare di solito funziona in modo continuo: in Spagna ha un fattore di capacità di circa il 93%, che dovrebbe portare a circa 57.980 GWh l’anno. Il fatto che siano stati prodotti solo 49.981 GWh significa che mancano circa 8.000 GWh, cioè più o meno la produzione annua di un reattore.
In altre parole, 𝐝𝐚𝐥 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐯𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐞𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐢𝐥 𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐚 𝐬𝐭𝐚 𝐠𝐢𝐚̀ 𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐟𝐨𝐬𝐬𝐞 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐦𝐞𝐬𝐬𝐚: il nucleare non è ancora stato spento formalmente, ma produce meno, incide meno sul mix e viene progressivamente sostituito nella pratica operativa.
È questa la sostanza della transizione energetica. 𝐆𝐥𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐢𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐢𝐫𝐫𝐢𝐥𝐞𝐯𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐧𝐞𝐥 𝐦𝐨𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐜𝐮𝐢 𝐯𝐞𝐧𝐠𝐨𝐧𝐨 𝐬𝐩𝐞𝐧𝐭𝐢, 𝐦𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐬𝐦𝐞𝐭𝐭𝐨𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐧𝐞𝐜𝐞𝐬𝐬𝐚𝐫𝐢. E i dati dell’ultimo anno indicano che, in Spagna, è già iniziato questo processo.

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Un team internazionale di ricercatori ha individuato 𝐯𝐚𝐬𝐭𝐢𝐬𝐬𝐢𝐦𝐢 𝐬𝐞𝐫𝐛𝐚𝐭𝐨𝐢 𝐫𝐢𝐜𝐜𝐡𝐢 𝐝𝐢 𝐟𝐥𝐮𝐢𝐝𝐢 𝐦𝐚𝐠𝐦𝐚𝐭𝐢𝐜𝐢 sotto le aree geotermiche di Larderello e del Monte Amiata. Questi corpi si trovano a profondità comprese tra 8 e 15 km e raggiungono volumi di migliaia di chilometri cubi. Come sottolinea Matteo Lupi, coordinatore dello studio, sebbene la Toscana fosse già nota per la sua attività geotermica, l’esistenza di strutture così estese rappresenta 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐜𝐨𝐩𝐞𝐫𝐭𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐨𝐫𝐝𝐢𝐧𝐚𝐫𝐢𝐚. 
𝐔𝐧 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐞𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐞𝐧𝐨𝐫𝐦𝐞
La presenza di grandi quantità di fluidi magmatici suggerisce infatti un potenziale geotermico ancora più elevato per la regione toscana, già storicamente una delle più importanti aree geotermiche al mondo. Una migliore comprensione di questi sistemi potrebbe contribuire allo sviluppo di nuove tecnologie per lo sfruttamento sostenibile del calore terrestre, rafforzando il ruolo della geotermia nella transizione energetica.
𝐔𝐧𝐚 𝐭𝐞𝐜𝐧𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐚 𝐢𝐧𝐧𝐨𝐯𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐞 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞
Fondamentale per questa scoperta è stata l’applicazione della tomografia da rumore sismico ambientale, una tecnica innovativa che consente di “vedere” il sottosuolo analizzando le vibrazioni naturali della Terra. Questo metodo si distingue per essere rapido, economico e completamente privo di impatti ambientali invasivi..
𝐍𝐮𝐨𝐯𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐞 𝐦𝐚𝐭𝐞𝐫𝐢𝐞 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐞 𝐜𝐫𝐢𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞
Oltre all’energia, la scoperta apre scenari promettenti anche nel campo delle materie prime strategiche. I sistemi magmatici profondi sono infatti strettamente legati alla formazione di elementi come il litio e le terre rare, fondamentali per tecnologie moderne come batterie, dispositivi elettronici e sistemi per le energie rinnovabili.

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Sul tema relativo alla “Promozione di un teleriscaldamento efficiente”, è ora disponibile da parte del MASE, un apposito Vademecum per il rispetto del principio DNSH.
Ricordiamo che il principio DNSH (“Do No Significant Harm”, ovvero “non arrecare un danno significativo” all’ambiente), nasce  allo scopo di garantire che gli investimenti finanziati con le risorse europee siano realizzati senza pregiudicare le risorse ambientali. La finalità di correlare le politiche di sviluppo alla tutela dell’ecosistema, ha ispirato l’introduzione di tale principio all’interno dell Regolamento (UE) 2020/852, noto anche come Regolamento sulla tassonomia dell’UE, per promuovere gli investimenti sostenibili.
In sintesi, il nuovo Vademecum contiene: 
una sezione introduttiva sul principio DNSH; 
la descrizione dell’investimento PNRR per la promozione del teleriscaldamento efficiente e dei principali obblighi derivanti dal principio DNSH; 
la sintesi degli adempimenti DNSH a carico dei Soggetti attuatori in fase di realizzazione e di rendicontazione degli interventi; 
in allegato, la check list di verifica e controllo DNSH n. 21 della Guida operativa per il rispetto del principio DNSH (Circolare MEF-RGS n. 22/2024) relativa alla Realizzazione di impianti di teleriscaldamento, in versione compilabile e in versione “assistita”, con l’indicazione dei riferimenti normativi e della documentazione relativa ad ogni punto di verifica DNSH.

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La Giunta regionale ha approvato 𝐮𝐧’𝐢𝐧𝐝𝐚𝐠𝐢𝐧𝐞 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐏𝐅𝐀𝐒 𝐢𝐧 𝐚𝐜𝐪𝐮𝐚, 𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐞 𝐫𝐢𝐟𝐢𝐮𝐭𝐢, con focus sui principali settori produttivi toscani.
L’obiettivo è 𝐫𝐚𝐟𝐟𝐨𝐫𝐳𝐚𝐫𝐞 𝐦𝐨𝐧𝐢𝐭𝐨𝐫𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, in linea con le norme europee sugli inquinanti persistenti. In particolare, l’indagine servirà a:
𝟏) 𝐫𝐢𝐥𝐞𝐯𝐚𝐫𝐞 𝐢 𝐏𝐅𝐀𝐒 in scarichi idrici, emissioni e rifiuti 
𝟐) 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐯𝐢𝐝𝐮𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐟𝐨𝐧𝐭𝐢 principali di contaminazione 
𝟑) 𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐥𝐥𝐢 e supportare future misure di riduzione 
La priorità sarà data alle aziende con AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) soprattutto nei settori: depurazione delle acque, gestione rifiuti, cuoio, carta, tessile e altri comparti che utilizzano PFAS. Saranno 𝐜𝐨𝐢𝐧𝐯𝐨𝐥𝐭𝐢 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐢 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐢𝐝𝐫𝐢𝐜𝐨, per monitorare gli inquinanti già all’ingresso delle fognature. Il coordinamento è affidato alla 𝐃𝐢𝐫𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐀𝐦𝐛𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐞𝐝 𝐄𝐧𝐞𝐫𝐠𝐢𝐚, con il supporto tecnico di 𝐀𝐑𝐏𝐀𝐓 per campionamenti e analisi. 
𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐢 𝐏𝐅𝐀𝐒 (sostanze perfluoroalchiliche) sono un gruppo di composti chimici usati in molti processi industriali e prodotti di uso quotidiano, come tessuti impermeabili, imballaggi e rivestimenti antiaderenti. Sono molto resistenti e non si degradano facilmente nell’ambiente, per questo vengono chiamati “𝐢𝐧𝐪𝐮𝐢𝐧𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐧𝐭𝐢”. Possono accumularsi nell’acqua, nel suolo e negli organismi viventi, con possibili effetti negativi sulla salute umana.

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𝗠𝗼𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁à 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗲𝗻𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲: 𝗲 𝘀𝗲 𝗺𝘂𝗼𝘃𝗲𝗿𝘁𝗶 𝗶𝗻 𝗰𝗶𝘁𝘁à 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮𝘀𝘀𝗲 𝘂𝗻 𝗴𝗶𝗼𝗰𝗼? 🚴‍♂️

A Firenze, con “Pedala, Firenze ti premia”, 4.500 cittadini sono incentivati a usare la bici per lavoro, studio e tempo libero, con premi fino a 30€ al mese.

Più pedali, più punti accumuli, più incentivi ricevi: innovazione e gamification trasformano gli spostamenti quotidiani rendendoli più green e convenienti♻️

In Italia i trasporti su strada generano il 23% delle emissioni di CO₂ e il numero di auto private resta tra i più alti in Europa.

Progetti come questo dimostrano che cambiare abitudini è possibile, migliorando la qualità della vita nelle città.
In linea con gli Obiettivi 11 e 13 dell’Agenda 2030: città più sostenibili e riduzione delle emissioni.

#MobilitàSostenibile #CittàSostenibili #Agenda2030 #GreenMobility #Toscana

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In questo scenario segnato da instabilità internazionale e dipendenza dalle fonti fossili, emergono 𝐞𝐬𝐩𝐞𝐫𝐢𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐥𝐨𝐜𝐚𝐥𝐢 capaci di offrire risposte concrete e innovative. Tra queste c’è la 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐞𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐫𝐢𝐧𝐧𝐨𝐯𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞 (CER) di Siena che rappresenta un modello virtuoso di produzione e consumo energetico sostenibile.
La comunità ha visto l’attivazione degli impianti nella primavera del 2024 e oggi il sistema conta 408 associati, per una potenza complessiva di 951 kWh. Un dato che la rende la CER 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐓𝐨𝐬𝐜𝐚𝐧𝐚 per numero di membri e capacità produttiva.
La crisi internazionale ha contribuito ad accrescere l’interesse verso questo modello. Sempre più cittadini si informano e chiedono di aderire, attratti da un sistema che consente di produrre energia tramite impianti fotovoltaici e condividerla all’interno della comunità. L’𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐢𝐚 𝐢𝐧 𝐞𝐜𝐜𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐯𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐢𝐦𝐦𝐞𝐬𝐬𝐚 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐭𝐞 e acquistata dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE), che riconosce incentivi economici sia ai produttori sia ai consumatori quando l’energia viene utilizzata simultaneamente.
La vera innovazione delle comunità energetiche risiede proprio nel 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐝𝐚 𝐮𝐧 𝐦𝐨𝐝𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐨, 𝐛𝐚𝐬𝐚𝐭𝐨 𝐬𝐮 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐢 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐥𝐢 𝐞 𝐥𝐮𝐧𝐠𝐡𝐞 𝐜𝐚𝐭𝐞𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐫𝐢𝐛𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐚 𝐮𝐧 𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐚 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐮𝐬𝐨 𝐞 𝐥𝐨𝐜𝐚𝐥𝐞. Questo approccio non solo riduce i costi di trasporto dell’energia, con risparmi stimati tra il 15% e il 20% , ma aumenta anche la resilienza dei territori di fronte a crisi geopolitiche e fluttuazioni dei mercati.

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Durante 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐫𝐢𝐬𝐢 𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐞𝐭𝐢𝐜𝐚, 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐢 𝐠𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐢 riducono le accise sui carburanti per abbassare il prezzo alla pompa e dare un sollievo immediato a famiglie e imprese. L’idea è semplice: se la benzina costa meno, cittadini e aziende spendono meno. Tuttavia, secondo l’OCSE, 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐦𝐢𝐬𝐮𝐫𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐞𝐟𝐟𝐢𝐜𝐚𝐜𝐞 𝐞 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐚𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐞𝐟𝐟𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐧𝐞𝐠𝐚𝐭𝐢𝐯𝐢 𝐬𝐮𝐥𝐥’𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐚.
Quando un bene come il carburante è scarso, abbassarne artificialmente il prezzo non aumenta la disponibilità. Al contrario, può spingere le persone a consumarne come se il problema dell’offerta non esistesse. In questo modo, invece di stabilizzare i prezzi, il taglio delle accise può persino contribuire a farli risalire, con un effetto opposto a quello desiderato.
𝐔𝐧 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐛𝐥𝐞𝐦𝐚 𝐫𝐢𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐚 𝐥’𝐞𝐪𝐮𝐢𝐭𝐚̀. La riduzione delle accise non distribuisce i benefici in modo uniforme: chi consuma più carburante, spesso le famiglie più abbienti, riceve un vantaggio maggiore rispetto a chi ne usa poco. Di conseguenza, la misura 𝐟𝐢𝐧𝐢𝐬𝐜𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐚𝐢𝐮𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐬𝐨𝐩𝐫𝐚𝐭𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐢 𝐞' 𝐠𝐢𝐚̀ 𝐢𝐧 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐨𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐜𝐚 𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨𝐫𝐞, con effetti limitati per le fasce più fragili.
C’è poi il tema dei conti pubblici. Le accise sono una fonte importante di entrate per lo Stato e ridurle significa diminuire il gettito fiscale. Questo crea un buco di bilancio che dovrà essere coperto con 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐞 𝐭𝐚𝐬𝐬𝐞 𝐨 𝐭𝐚𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐩𝐞𝐬𝐚 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚.
Per questi motivi, l’OCSE suggerisce 𝐮𝐧 𝐚𝐩𝐩𝐫𝐨𝐜𝐜𝐢𝐨 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨. Invece di intervenire direttamente sul prezzo dei carburanti, sarebbe più efficace 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐦𝐨𝐝𝐨 𝐦𝐢𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐢 𝐞' 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐢𝐧 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐢𝐜𝐨𝐥𝐭𝐚̀. Si potrebbero prevedere trasferimenti diretti alle famiglie a basso reddito e aiuti specifici alle imprese più colpite dall’aumento dei costi energetici .
In sintesi, secondo l’OCSE, politiche mirate e dirette sono più efficaci per affrontare una crisi energetica senza creare effetti indesiderati sull’economia.

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L’Italia prova ad 𝐚𝐜𝐜𝐞𝐥𝐞𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐠𝐞𝐨𝐭𝐞𝐫𝐦𝐢𝐚 𝐚 𝐛𝐚𝐬𝐬𝐚 𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐩𝐢𝐚, la tecnologia che sfrutta il calore costante del sottosuolo per riscaldare e raffrescare le nostre case. Il cuore della svolta è un nuovo decreto che punta a semplificarne l'installazione rendendo finalmente accessibile una risorsa pulita, sicura e finora sottoutilizzata.
𝐀𝐝𝐝𝐢𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐬𝐬𝐢𝐭𝐚̀: 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚?
Il principale ostacolo alla diffusione delle sonde geotermiche a circuito chiuso (quelle che scambiano calore senza prelevare acqua) è sempre stato l’iter autorizzativo frammentato e complesso. Il provvedimento introduce ora regole omogenee su tutto il territorio nazionale. La novità più rilevante riguarda la profondità: sono state alzate le soglie entro le quali non serve più una concessione mineraria. Per i piccoli impianti destinati a case o distretti produttivi, si apre la strada dell'edilizia libera o di procedure semplificate. In pratica, installare una sonda diventerà un'operazione gestibile con le normali procedure edilizie semplificate. 
𝐔𝐧𝐚 𝐟𝐨𝐧𝐭𝐞 "𝐛𝐚𝐬𝐞𝐥𝐨𝐚𝐝" 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐦𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞 𝐞 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐢
A differenza del sole o del vento, la geotermia è una fonte "baseload": garantisce energia 24 ore su 24, indipendentemente dal meteo. Il decreto incentiva le imprese che scelgono di decarbonizzare i propri consumi termici e spinge sulle Comunità Energetiche Rinnovabili, dove lo scambio di calore può abbattere drasticamente i costi in bolletta nel lungo periodo. 
𝐒𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐞 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐩𝐞𝐧𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚
Le ricadute sono concrete: meno dipendenza dal gas naturale e una netta riduzione delle emissioni di CO2. Valorizzando il sottosuolo come risorsa termica locale, l'Italia compie un passo decisivo verso la transizione energetica, unendo l’innovazione tecnologica a una semplificazione amministrativa attesa da anni. La terra sotto i nostri piedi è pronta a diventare la nostra caldaia (e il nostro condizionatore) più efficiente.

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Crescita rinnovabili: accelerazione tedesca
La Germania ha aumentato in modo costante eolico e fotovoltaico, superando in alcuni periodi il 50% della produzione elettrica da rinnovabili. L’Italia è cresciuta più lentamente, stabilizzandosi intorno al 40-42%, con un ritmo meno continuo di installazioni.
Mix energetico
In Germania il carbone e la lignite, un tempo oltre il 40% (2019), sono scesi sotto il 20-25% grazie alla crescita delle rinnovabili. In Italia il sistema resta più dipendente dal gas, che copre circa il 45-48% della produzione elettrica, mentre le rinnovabili sono al 41-42%. Il carbone è ormai marginale (2-3%) e le importazioni valgono circa il 10-13%.
Nucleare e carbone
Dopo la chiusura del nucleare nel 2023, si temeva un ritorno al carbone. In realtà è avvenuto il contrario: il suo utilizzo ha raggiunto i minimi dagli anni ’60, senza un aumento strutturale delle emissioni, grazie alla compensazione delle rinnovabili.
Emissioni
La Germania ha ridotto le emissioni di CO₂ di circa il 46% rispetto al 1990, soprattutto nel settore elettrico, grazie alla sostituzione del carbone.
Prezzi e sicurezza energetica
Le rinnovabili hanno ridotto la dipendenza dal gas marginale, ma il sistema resta esposto alla volatilità dei prezzi. In Italia il gas determina il prezzo dell’elettricità nell’85-90% delle ore, contro una quota inferiore in Germania (circa 40-50%).
Reti e infrastrutture
La Germania ha investito oltre 200 miliardi nella rete per integrare eolico del nord e domanda del sud. L’Italia punta più su interconnessioni europee (10-13% di import) e su accumuli in crescita.
Politiche energetiche
La Germania segue una strategia di lungo periodo (Energiewende), con uscita dal carbone tra 2030 e 2038. L’Italia ha un approccio più reattivo, legato a incentivi intermittenti e gestione delle emergenze.
Conclusione
Il confronto mostra due modelli diversi: la Germania ha accelerato la transizione riducendo carbone ed emissioni, mentre l’Italia resta più dipendente dal gas e procede più lentamente nella decarbonizzazione.

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Per anni il dibattito sull’energia è stato dominato dal cosiddetto “𝐭𝐫𝐢𝐥𝐞𝐦𝐦𝐚 𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐞𝐭𝐢𝐜𝐨”: 𝐮𝐧 𝐞𝐪𝐮𝐢𝐥𝐢𝐛𝐫𝐢𝐨 𝐢𝐧𝐬𝐭𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐭𝐫𝐚 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐚𝐦𝐛𝐢𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞, 𝐚𝐜𝐜𝐞𝐬𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐜𝐚 𝐞 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐩𝐩𝐫𝐨𝐯𝐯𝐢𝐠𝐢𝐨𝐧𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢. Tre obiettivi nobili ma, nella percezione comune, difficilmente conciliabili. Le fonti rinnovabili, in particolare, venivano spesso relegate al ruolo di scelta etica: buone per il clima, ma costose e intermittenti, quindi problematiche sul piano economico e della sicurezza.
Oggi 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐧𝐚𝐫𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞' 𝐬𝐮𝐩𝐞𝐫𝐚𝐭𝐚. Non perché il trilemma sia stato “risolto” in senso teorico, ma perché la realtà industriale e tecnologica ne ha progressivamente svuotato i presupposti. Il punto di svolta è stato il crollo dei costi delle tecnologie rinnovabili, in particolare solare ed eolico, accompagnato da miglioramenti significativi in efficienza, capacità di accumulo e gestione delle reti.
Questo cambiamento ha 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐠𝐮𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐨𝐧𝐝𝐞. In primo luogo, altera la logica delle decisioni di investimento: scegliere le rinnovabili non è più (solo) una scelta “verde”, ma è la scelta economicamente più razionale. È una trasformazione silenziosa ma decisiva.
In secondo luogo, la diffusione delle rinnovabili rafforza la sicurezza energetica. Ridurre la dipendenza da combustibili fossili importati significa attenuare l’esposizione a shock geopolitici, volatilità dei prezzi e concentrazione delle forniture.
Infine, resta naturalmente il beneficio ambientale, che non è più l’unico argomento a favore delle rinnovabili, ma diventa parte di un pacchetto coerente di vantaggi.
Il superamento del trilemma energetico segna il passaggio da un’epoca di compromessi a 𝐮𝐧𝐚 𝐟𝐚𝐬𝐞 𝐢𝐧 𝐜𝐮𝐢 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀, 𝐜𝐨𝐧𝐯𝐞𝐧𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐞 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐞𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐚 𝐝𝐢𝐫𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞.

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