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Hai un progetto per accelerare la transizione ecologica in Toscana?

La Regione Toscana, in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), sostiene iniziative innovative per la sostenibilità e la tutela ambientale.

È attivo il terzo avviso per la presentazione dei progetti: scopri come partecipare e diventare protagonista del cambiamento.

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TOSCANA 2030

Scopri i 17 obiettivi per trasformare il mondo: dalla tutela ambientale alla sostenibilità sociale ed economica.
La Toscana fa la sua parte: fai la tua!

Nel 2025 le rinnovabili hanno coperto circa il 41% della domanda elettrica nazionale, con una produzione complessiva di 126–128 TWh.
Non è più una tendenza: è una trasformazione strutturale del sistema energetico italiano. Ecco la classifica stimata delle 20 regioni per produzione di energia rinnovabile nel 2025.

📊 Produzione rinnovabile per regione (TWh)
1️⃣ Lombardia – 18 (Idroelettrico, Fotovoltaico)
2️⃣ Puglia – 15 (Fotovoltaico, Eolico)
3️⃣ Piemonte – 10 (Idroelettrico, Fotovoltaico)
4️⃣ Toscana – 9 (Idroelettrico, Geotermico)
5️⃣ Emilia-Romagna – 8 (Fotovoltaico, Eolico)
6️⃣ Veneto – 8 (Idroelettrico, Fotovoltaico)
7️⃣ Campania – 7 (Fotovoltaico, Eolico)
8️⃣ Sicilia – 7 (Eolico, Fotovoltaico)
9️⃣ Lazio – 6 (Fotovoltaico, Eolico)
🔟 Calabria – 5 (Eolico, Fotovoltaico)
11️⃣ Marche – 4 (Fotovoltaico, Eolico)
12️⃣ Abruzzo – 4 (Fotovoltaico, Eolico)
13️⃣ Friuli-Venezia Giulia – 3 (Fotovoltaico, Idroelettrico)
14️⃣ Basilicata – 3 (Fotovoltaico, Eolico)
15️⃣ Sardegna – 3 (Fotovoltaico, Eolico)
16️⃣ Trentino-Alto Adige – 2.5 (Idroelettrico, Fotovoltaico)
17️⃣ Umbria – 2 (Fotovoltaico, Idroelettrico)
18️⃣ Liguria – 1.5 (Fotovoltaico, Idroelettrico)
19️⃣ Molise – 1 (Fotovoltaico, Eolico)
20️⃣ Valle d’Aosta – 0.8 (Idroelettrico, Fotovoltaico)
(Valori stimati su base dati GSE 2023 + trend 2024-2025)

🔎 Cosa raccontano questi numeri?

1️⃣ Il Nord guida grazie all’idroelettrico
Regioni alpine come Lombardia, Piemonte, Veneto e Trentino-Alto Adige continuano a beneficiare di una forte produzione idroelettrica, una delle colonne storiche del mix italiano.
2️⃣ Il Sud accelera con sole e vento
Puglia, Sicilia, Campania, Calabria e Basilicata dimostrano la centralità di fotovoltaico ed eolico, con margini di ulteriore crescita.
3️⃣ La Toscana è un caso unico
È l’unica regione con un contributo rilevante e strutturale di geotermico, che la rende un modello di diversificazione.

Le rinnovabili significano:
✔️ meno importazioni di gas
✔️ maggiore indipendenza energetica
✔️ più investimenti e occupazione
✔️ meno emissioni

💬 Secondo te quale regione crescerà di più nei prossimi 5 anni?

#rinnovabili #energiarinnovabile #transizioneenergetica #toscanasostenibile #agenda2030

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La rigenerazione urbana mette al centro persone, territorio e paesaggio 👥

La Regione Toscana guida investimenti e azioni concrete per città più inclusive, sicure e sostenibili, dove socialità, cultura e innovazione convivono con la resilienza ai rischi ambientali.

A Chianciano Terme, il Masterplan Chianciano 2035 trasforma la visione in realtà:
📍 4,1 milioni di euro per dieci anni di rigenerazione urbana
📍 nuove piazze e spazi verdi 
📍 infrastrutture per turismo, sociale e innovazione 
📍 abitazioni sostenibili come senior housing e co-housing 

Rigenerare non è solo costruire o demolire: significa che ogni spazio conta, dai quartieri ai parchi, dalla cultura al lavoro, dall’innovazione alla sicurezza.
È un intervento concreto sulla vita quotidiana, sull’ambiente e sulla resilienza dei territori.

Queste azioni rispondono alle sfide dell’Agenda 2030 legate a città inclusive, sicure e resilienti, valorizzando il territorio, tutelando i beni culturali e naturali, e migliorando la qualità della vita delle comunità. 

#RigenerazioneUrbana #CittàSostenibili #Agenda2030 #ToscanaVerde #ComunitàSostenibile

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Avevamo rimandato ogni analisi sul Dl Energia alla pubblicazione della relazione tecnica. Ora che è disponibile, il quadro appare chiaro: il decreto contiene scommesse rilevanti e si fonda su ipotesi decisamente ottimistiche. Dietro cifre importanti si intravede un impianto che presuppone condizioni favorevoli e una forte fiducia nei comportamenti degli operatori.
L’idea di fondo è intervenire sul “marginale”, cioè sul gas, per abbassare il prezzo dell’elettricità all’ingrosso. Ma la strategia regge solo se si verificano due condizioni, entrambe tutt’altro che garantite. La prima: che il gas resti per anni la fonte che determina il prezzo, nonostante la crescita delle rinnovabili e dei contratti a lungo termine a prezzo fisso (PPA). La seconda: che i benefici riconosciuti ai produttori si traducano davvero in bollette più basse. Qui il ruolo di ARERA è cruciale: non basta la norma, servono controlli efficaci e sanzioni se i risparmi non vengono trasferiti ai clienti.
Anche sul piano fiscale l’equilibrio è fragile. L’aumento dell’IRAP per le imprese energetiche finanzia uno sconto sugli oneri per molte aziende. In teoria è una redistribuzione; in pratica c’è il rischio che le imprese compensino la maggiore imposta aumentando i prezzi. Se accade, il beneficio si annulla.
La misura sulle quote ETS è la più ambiziosa e controversa. Senza il via libera europeo sugli aiuti di Stato non parte nemmeno; con l’ok restano incognite su importazioni, esportazioni e stabilità delle regole. E per chi investe, la prevedibilità conta quanto il prezzo.
Il punto, allora, è strategico: vogliamo ridurre i prezzi intervenendo artificialmente sul gas, o ridurre la dipendenza dal gas investendo in rinnovabili, reti e accumuli? È una scelta che pesa sul futuro del Paese.

#DecretoEnergia #bollettaenergetica #PoliticaEnergetica #rinnovabili #energiarinnovabile #gas #ETS #decretobollette #energia #transizioneenergetica #caroenergia #carobollette #toscanasostenibile #agenda2030

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Nel 2026 la capacità installata nel nostro Paese 𝐞̀ 𝐟𝐞𝐫𝐦𝐚 𝐚 𝐜𝐢𝐫𝐜𝐚 𝟗𝟎𝟎 𝐌𝐖, sostanzialmente invariata da anni. E questo nonostante un potenziale stimato, entro i 5 chilometri di profondità, in grado di 𝐜𝐨𝐩𝐫𝐢𝐫𝐞 𝐟𝐢𝐧𝐨 𝐚 𝟒 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐞 𝐢𝐥 𝐟𝐚𝐛𝐛𝐢𝐬𝐨𝐠𝐧𝐨 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞. A frenare lo sviluppo sono costi esplorativi elevati, iter autorizzativi lunghi e incerti, opposizioni territoriali e, soprattutto, l’assenza di una visione industriale chiara. Con l’immobilismo rischiamo perdere un vantaggio competitivo costruito in decenni di esperienza.
Altrove lo scenario è diverso. In 𝐆𝐞𝐫𝐦𝐚𝐧𝐢𝐚 il Bundestag ha approvato nel dicembre 2025 la prima legge federale dedicata alla geotermia, semplificando le procedure e chiarendo le competenze. La 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐢𝐚, già dagli anni ’80, ha introdotto fondi di garanzia pubblici per coprire il rischio esplorativo: tra il 2008 e il 2020 il meccanismo ha attivato un forte effetto leva sugli investimenti, sostenendo decine di nuovi pozzi con un limitato numero di insuccessi.
Anche fuori dall’Europa la geotermia è considerata asset strategico. Le 𝐅𝐢𝐥𝐢𝐩𝐩𝐢𝐧𝐞, con quasi 2.000 MW installati, stanno lavorando a un programma di prestiti da 250 milioni di dollari per attrarre investimenti nell’esplorazione. Negli 𝐒𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐔𝐧𝐢𝐭𝐢, nel 2025, sono state accelerate le autorizzazioni per progetti geotermici in nome della sicurezza energetica nazionale. In 𝐏𝐨𝐫𝐭𝐨𝐠𝐚𝐥𝐥𝐨 𝐞 𝐒𝐩𝐚𝐠𝐧𝐚 fondi pubblici sostengono studi e nuovi impianti.
Scommettere sulla geotermia significherebbe valorizzare una risorsa programmabile, continua e rinnovabile, capace di produrre elettricità e calore per industrie e città. Serve 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐠𝐞𝐨𝐭𝐞𝐫𝐦𝐢𝐚 𝐢𝐥 𝐫𝐮𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐩𝐢𝐥𝐚𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐭𝐫𝐚𝐧𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐞𝐭𝐢𝐜𝐚 italiana, dotandola di strumenti di de-risking, incentivi mirati e una governance stabile.

#geotermia #transizioneenergetica #toscana #toscanasostenibile #rinnovabili #bassaentalpia #mediaentalpia #energiarinnovabile #agenda2030 #geotermico

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La centrale nucleare 𝐇𝐢𝐧𝐤𝐥𝐞𝐲 𝐏𝐨𝐢𝐧𝐭 𝐂 venne annunciata con 𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐭𝐚 𝐢𝐧 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐧𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟓 𝐞 𝐮𝐧 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐢𝐫𝐜𝐚 𝟐𝟐 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐚𝐫𝐝𝐢 di euro. Poi ci sono stati una serie infinita di slittamenti e aumenti. Oggi, secondo le ultime dichiarazioni EDF 𝐬𝐚𝐫𝐚̀ 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐧𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟑𝟎, con un budget aggiornato a 𝐪𝐮𝐚𝐬𝐢 𝟔𝟎 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐚𝐫𝐝𝐢. 𝟓 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐭𝐚𝐫𝐝𝐨 𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐢 𝐪𝐮𝐚𝐬𝐢 𝐭𝐫𝐢𝐩𝐥𝐢𝐜𝐚𝐭𝐢 segnano un record difficile da ignorare anche per i sostenitori del nucleare. Almeno per quelli intellettualmente onesti. Ogni anno di ritardo aumenta non solo i costi diretti, ma anche il rischio reputazionale di EDF e del nucleare in genere. Già messo alla prova dai cantieri di Olkiluoto 3 e Flamanville 3 altrettanto tormentati.
A fronte di 60 miliardi di euro vale la pena sottolineare che il Regno Unito avrebbe potuto costruire oltre 𝟖𝟏 𝐆𝐖 𝐝𝐢 𝐟𝐨𝐭𝐨𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚𝐢𝐜𝐨 𝐮𝐭𝐢𝐥𝐢𝐭𝐲-𝐬𝐜𝐚𝐥𝐞, in appena 1-2 anni per ciclo di costruzione. Oppure quasi 𝟐𝟎 𝐆𝐖 𝐝𝐢 𝐞𝐨𝐥𝐢𝐜𝐨 𝐨𝐟𝐟𝐬𝐡𝐨𝐫𝐞, equivalenti a una produzione media di circa 9 GW, 𝐪𝐮𝐚𝐬𝐢 𝟑 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐚 𝐇𝐢𝐧𝐤𝐥𝐞𝐲 (2,9 GW).
Si tratta di uno degli esempi più rilevanti in Europa di escalation di tempi e costi in un grande progetto nucleare contemporaneo.
📊 In sintesi
Dal 2016 a oggi:
📅 Ritardo: da entrata in funzione prevista nel 2025 a possibile avvio nel 2030, +5 anni (minimo)
💶 Costo: da 22 miliardi € a circa 60 miliardi €
📈 Incremento complessivo: quasi triplicato rispetto alla stima iniziale.
#nucleare #rinnovabili #energierinnovabili #transizioneenergetica #energianucleare #SMR #costinucleare #energiaatomica #centralenucleare #costidelnucleare #scorieradioattive #costoenergia #toscanasostenibile #agenda2030 #Olkiluoto #Flamanville #Hinkley

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Nel 2025 l’energia pulita si è affermata come uno dei principali motori dell’economia cinese. Solare, veicoli elettrici, batterie e altre tecnologie green hanno generato 𝐨𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐭𝐞𝐫𝐳𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐫𝐞𝐬𝐜𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐏𝐈𝐋 𝐞 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐝𝐞𝐥 𝟗𝟎% 𝐝𝐞𝐢 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐢 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐬𝐭𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢.
I comparti dell’energia pulita hanno contribuito per circa l’11,4%. Solo tre anni prima questa era ferma al 7,3%. Il valore reale dell’energia pulita è 𝐪𝐮𝐚𝐬𝐢 𝐫𝐚𝐝𝐝𝐨𝐩𝐩𝐢𝐚𝐭𝐨 𝐭𝐫𝐚 𝐢𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟐 𝐞 𝐢𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟓.
Inoltre, i settori industriali green crescono molto più velocemente del resto dell’economia, con un tasso passato dal 12% del 2024 al 18% del 2025.
Un segnale chiaro di come la 𝐭𝐫𝐚𝐧𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐞𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐬𝐢𝐚 𝐨𝐫𝐦𝐚𝐢 𝐥𝐚 𝐥𝐞𝐯𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐯𝐢𝐥𝐮𝐩𝐩𝐨 𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐜𝐨 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐢𝐚𝐥𝐞.
Nel 2025 la Cina ha investito circa 7.200 miliardi di yuan nell’energia pulita, quasi quattro volte quanto destinato a carbone e combustibili fossili. Il 𝐟𝐨𝐭𝐨𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚𝐢𝐜𝐨 𝐡𝐚 𝐚𝐯𝐮𝐭𝐨 𝐮𝐧 𝐫𝐮𝐨𝐥𝐨 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐥𝐞, generando il 19% del valore complessivo del comparto e contribuendo con 2.900 miliardi di yuan all’economia nazionale.
La spinta si riflette anche nel sistema elettrico: il 90% degli investimenti nella generazione di energia è andato a fonti pulite, portando le rinnovabili non fossili al 𝟒𝟐% 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐭𝐨𝐭𝐚𝐥𝐞.

#EnergiaPulita #Cina #VeicoliElettrici #Solare #Fotovoltaico #TransizioneEnergetica #Batterie #EconomiaGreen #Investimenti #Rinnovabili #AccumulodiEnergia #Batteria #toscanasostenibile #agenda2030

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La produzione di eolico e fotovoltaico segna un incremento del 16% rispetto a gennaio 2025. Analizzando le singole fonti rinnovabili, la produzione eolica (+16,2%) a gennaio ha sfiorato i 3 TWh, confermandosi la prima fonte rinnovabile del mese. Anche il fotovoltaico ha registrato una variazione positiva a due cifre (+15,2%) con un incremento complessivo di 233 GWh, dovuto al contributo positivo dell’aumento di capacità in esercizio (+261 GWh).
Secondo le rilevazioni di Terna, considerando tutte le fonti rinnovabili, a gennaio 2026 la capacità installata è aumentata di 474 MW. Al 31 gennaio si registrano 84.003 MW di potenza installata, di cui, in particolare, 43.846 MW di solare e 13.768 MW di eolico.
Relativamente agli accumuli si registrano in Italia 893.092 nuovi impianti che corrispondono a 18.038 MWh di capacità e 7.424 MW di potenza nominale.

#Fotovoltaico #Solare #Eolico #EnergiaSolare #TransizioneEnergetica #Rinnovabili #EnergiaPulita #autonomiaenergetica #indipendenzaenergetica #energiarinnovabile #toscanasostenibile #agenda2030 #smartgrid #accumuli

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𝐂𝐡𝐢 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐚𝐜𝐜𝐞𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐢𝐛𝐮𝐭𝐨
Il contributo copre fino al 40% dei costi ammissibili e si cumula con la tariffa incentivante GSE per 20 anni, ma non con le detrazioni fiscali. È possibile richiedere un anticipo del 30%. 
𝐂𝐄𝐑 𝐞 𝐆𝐫𝐮𝐩𝐩𝐢 𝐝𝐢 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐜𝐨𝐧𝐬𝐮𝐦𝐨: 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐢𝐫𝐥𝐢
Le CER richiedono la creazione di un soggetto giuridico autonomo: associazione, cooperativa, consorzio o ente del Terzo settore. Membri possono essere cittadini, imprese, enti locali o associazioni, purché collegati alla stessa cabina primaria. I Gruppi di autoconsumo sono più semplici: bastano due o più partecipanti dello stesso edificio e un referente che presenti la domanda al GSE. Si può trattare di 𝒖𝒏 𝒄𝒐𝒏𝒅𝒐𝒎𝒊𝒏𝒊𝒐 𝒐 𝒅𝒊 𝒖𝒏𝒂 𝒔𝒆𝒎𝒑𝒍𝒊𝒄𝒆 𝒗𝒊𝒍𝒍𝒆𝒕𝒕𝒂 𝒃𝒊𝒇𝒂𝒎𝒊𝒍𝒊𝒂𝒓𝒆.
𝐓𝐞𝐦𝐩𝐢, 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐞 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐢
Il contributo finanzia impianti fino a 1 MW, compresi sistemi di accumulo. I lavori devono iniziare dopo la presentazione della domanda, anche se spese preliminari per progettazione e autorizzazioni sono ammesse. Gli impianti devono entrare in esercizio entro 24 mesi dalla concessione del contributo.
𝐔𝐧’𝐨𝐜𝐜𝐚𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐩𝐢𝐜𝐜𝐨𝐥𝐢 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢 𝐞 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐢
Questa misura rappresenta una doppia vittoria: bollette più leggere e comunità più sostenibili. I Comuni sotto i 50.000 abitanti hanno ora l’opportunità di diventare protagonisti della transizione energetica, con incentivi concreti e procedure semplificate.

#EnergiaRinnovabile #PannelliSolari #ComunitàEnergetica #Autoconsumo #TransizioneEnergetica #IncentiviEnergia #Rinnovabili #EnergiaPulita #CER #toscanasostenibile #agenda2030

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Nel 2024 la capacità installata globale è cresciuta del 15,1%, mentre l’occupazione nel settore si è fermata a un +2,3%. Il rapporto di IRENA fotografa un settore in piena espansione tecnologica, ma attraversato da forti squilibri. Nel complesso, 𝐠𝐥𝐢 𝐨𝐜𝐜𝐮𝐩𝐚𝐭𝐢 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐫𝐢𝐧𝐧𝐨𝐯𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐫𝐚𝐠𝐠𝐢𝐮𝐧𝐭𝐨 𝐪𝐮𝐨𝐭𝐚 𝟏𝟔,𝟔 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐨𝐧𝐢 nel mondo, ma sono concentrati in poche aree. I primi cinque Paesi raccolgono oltre l’85% dei posti di lavoro. La Cina domina con il 44% dell’occupazione globale (circa 7,3 milioni di addetti), seguita dal resto dell’Asia, dall’Unione europea, dal Brasile e dall’India. Una distribuzione che riflette differenze negli investimenti, nelle politiche pubbliche e nella disponibilità di competenze qualificate.
Il settore più dinamico resta il 𝐬𝐨𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐟𝐨𝐭𝐨𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚𝐢𝐜𝐨, che traina sia la nuova capacità sia l’occupazione: 𝟕,𝟐 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 nel 2024, contro i 2,7 milioni di dieci anni fa. Seguono biocarburanti, idroelettrico ed eolico. Anche qui la leadership è cinese: Pechino concentra il 58% dei posti di lavoro nel fotovoltaico, grazie al predominio nella produzione di pannelli. 𝐋’𝟖𝟐% 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐨𝐜𝐜𝐮𝐩𝐚𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐞̀ 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐬𝐨𝐥𝐢 𝐝𝐢𝐞𝐜𝐢 𝐏𝐚𝐞𝐬𝐢, 𝐭𝐫𝐚 𝐜𝐮𝐢 𝐜'𝐞̀ 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐥’𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚.
Resta aperta la questione dell’inclusione. Le donne rappresentano il 32% degli occupati nelle rinnovabili: meglio che nel petrolio e gas, ma ancora sotto la media globale del lavoro. Secondo il direttore generale di IRENA, la transizione energetica è “inarrestabile”, ma senza politiche che mettano le persone al centro rischia di non essere né giusta né davvero sostenibile.

#transizionenergetica #impreseenergivore #caroenergia #bollette #energiarinnovabile #rinnovabili #lowcarbon #cambiamentoclimatico #agenda2030 #toscanasostenibile #ENEA

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Gevi, una start up toscana, ha realizzato una turbina micro eolica ad asse verticale innovativa. La turbina presenta delle pale verticali la cui angolazione viene regolata in tempo reale a seconda del vento per ottimizzare la produzione energetica. Si avvia con meno di 2,5 m/s di vento ed in condizioni di lavoro nominali 5 kW di potenza elettrica la rendono adatta per l’autoconsumo e per le micro-reti locali.
Gevi ritiene che la turbina consenta una maggiore efficienza (60% in più di energia), maggiore affidabilità e sicurezza (il controllo in tempo reale riduce sensibilmente gli sforzi in caso di vento forte), versatilità (design compatto: altezza 3 m, diametro 5,4 m) e silenziosità che permette installazioni sia in contesti urbani che industriali o agricoli. 
#energiaeolica #minieolico #transizionenergetica #rinnovabili #energiarinnovabile #Gevi #startup #startupenergia #energia #energiaelettrica #toscanasostenibile #agenda2030

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Il Decreto energia è arrivato. Finalmente. 𝐓𝐢𝐭𝐨𝐥𝐨 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐧𝐭𝐞, 𝐩𝐫𝐨𝐦𝐞𝐬𝐬𝐚 𝐫𝐚𝐬𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐚𝐧𝐭𝐞: bollette giù per famiglie a basso reddito e piccole e medie imprese. C'è da gioire per tutti! Poi però cerchi i numeri. E vedi che manca ancora la relazione tecnica approvata dalla Ragioneria generale dello Stato. Un dettaglio mica da poco, ma evidentemente è roba da pignoli. Perché dalla lettura delle norme una cosa è chiara: non è un decreto che riduce il costo complessivo del sistema. È un decreto che lo redistribuisce. 𝐍𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐚𝐛𝐛𝐚𝐬𝐬𝐚 𝐥𝐚 𝐬𝐩𝐞𝐬𝐚, 𝐬𝐢 𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚. Cambia la ripartizione, ma la coperta resta quella. I nodi strutturali, le rendite e i famosi colli di bottiglia non vengono affrontati, al massimo spostati o rimandati.
Complimenti, comunque, a chi già se la sente di commentare con grande sicurezza. Sia a chi applaude che a chi fischia. Davvero.
Noi invece abbiamo 𝐮𝐧 𝐯𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐚𝐧𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐞 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐩𝐨𝐜𝐨 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥: 𝐜𝐢 𝐩𝐢𝐚𝐜𝐞 𝐥𝐞𝐠𝐠𝐞𝐫𝐥𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐞 𝐫𝐞𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐭𝐞𝐜𝐧𝐢𝐜𝐡𝐞. Sì, quei documenti noiosissimi pieni di numeri, coperture, stime e saldi. Quelli che non si trovano mai nei comunicati stampa. Né nei commenti strillati dei tifosi. Sarà deformazione professionale. Sarà che prima di festeggiare 𝐜𝐢 𝐩𝐢𝐚𝐜𝐞 𝐜𝐚𝐩𝐢𝐫𝐞 𝐜𝐡𝐢 𝐩𝐚𝐠𝐚 𝐞 𝐜𝐡𝐢 𝐢𝐧𝐜𝐚𝐬𝐬𝐚. Perché in questi documenti uno 0,5%, che detto così sembra poca cosa, magari sposta qualche decina di milioni. E con quei milioni si spostano anche le valutazioni affrettate. Nate più dall'esigenza di tifare che da quella di capire. Quindi noi aspettiamo la relazione tecnica, con i numeri. E magari anche la conversione in legge perché, per esperienza, quando si ha a che fare con alcune delle aziende più ricche del Paese non è inusuale che spuntino una discreta dose di emendamenti che spostano più di qualche 0,5%. Nel frattempo, applausi a chi ha già capito tutto. Noi restiamo, per ora, senza giudizio e con la calcolatrice in mano.
#DecretoEnergia #Bollette #PoliticaEnergetica #RelazioneTecnica #Trasparenza #AnalisiDeiDati #energia #transizioneenergetica #caroenergia #carobollette #toscanasostenibile #agenda2030

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A Firenze il verde non è solo arredo urbano. È comunità, salute, partecipazione.💚

Nascono i Custodi del Verde: cittadini e associazioni che si prendono cura di alberi, aiuole e giardini nei quartieri.
Un progetto nato dall’Assemblea per il Clima e dal Piano del Verde del Comune, che trasforma la sostenibilità in un gesto quotidiano.

Curare uno spazio verde significa rendere la città più vivibile e costruire legami più forti tra le persone.
Perché la sostenibilità funziona davvero quando diventa collettiva.

Questo progetto si inserisce nell’Obiettivo 11 dell’Agenda 2030, che punta a creare città e comunità inclusive e sostenibili, dove il verde pubblico diventa uno strumento di salute, benessere e partecipazione sociale.

➡ Per partecipare consulta il sito del Comune di Firenze

#CustodiDelVerde #FirenzeSostenibile #Agenda2030 #ComunitàSostenibili #VerdeUrbano

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TOSCANA 2030

Scopri i 17 obiettivi per trasformare il mondo: dalla tutela ambientale alla sostenibilità sociale ed economica.
La Toscana fa la sua parte: fai la tua!

Un nuovo rapporto internazionale, Recalibrating Climate Risk, avverte che i modelli economici comunemente usati da governi, banche centrali e investitori stanno sottostimando sempre di più i rischi legati al cambiamento climatico.
𝐃𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐜𝐥𝐢𝐦𝐚𝐭𝐢𝐜𝐢 ...𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐢 𝐞 𝐜𝐫𝐞𝐬𝐜𝐞𝐧𝐭𝐢
Alti livelli di riscaldamento non causano solo piccoli aggiustamenti nell’economia, ma impatti strutturali che possono propagarsi a cascata attraverso settori e regioni, destabilizzando condizioni fondamentali per la crescita economica stabile.
𝐈𝐥 𝐏𝐈𝐋 𝐧𝐨𝐧 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐚 𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚
Il rapporto critica l’affidamento sul Prodotto Interno Lordo (PIL) come indicatore principale del danno climatico perchè la spesa per la ricostruzione può far crescere il PIL, nascondendo gravi perdite di benessere e dando così un falso senso di resilienza.
𝐈𝐧𝐜𝐞𝐫𝐭𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐫𝐞𝐬𝐜𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐚𝐥𝐝𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨
Con l’aumento delle temperature verso e oltre i 2 °C, l’incertezza sugli impatti climatici aumenta drasticamente. Sono soglie oltre le quali i sistemi naturali subiscono cambiamenti irreversibili e diventano più probabili e sempre più difficili da rappresentare nei modelli economici tradizionali.
𝐑𝐚𝐜𝐜𝐨𝐦𝐚𝐧𝐝𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐞 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐬𝐭𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢
Il rapporto raccomanda di ricalibrare governance, supervisione e pratiche di investimento verso prudenza, robustezza e trasparenza. Gli analisti dei rischi climatici dovrebbero evitare "stime puntuali" uniche e adottare range di scenari espliciti sulle assunzioni e sui limiti dei modelli.
In sintesi, Recalibrating Climate Risk mostra che i rischi climatici non sono piccoli shock marginali: sono dinamiche complesse che possono trasformare interi sistemi economici e finanziari.
#RecalibratingClimateRisk #CambiamentoClimatico #TransizioneEnergetica #SviluppoSostenibie #BancheCentrali #EconomiaSostenibile #toscanasostenibile #agenda2030

Nel 2025 le rinnovabili hanno coperto circa il 41% della domanda elettrica nazionale, con una produzione complessiva di 126–128 TWh.
Non è più una tendenza: è una trasformazione strutturale del sistema energetico italiano. Ecco la classifica stimata delle 20 regioni per produzione di ...energia rinnovabile nel 2025.

📊 Produzione rinnovabile per regione (TWh)
1️⃣ Lombardia – 18 (Idroelettrico, Fotovoltaico)
2️⃣ Puglia – 15 (Fotovoltaico, Eolico)
3️⃣ Piemonte – 10 (Idroelettrico, Fotovoltaico)
4️⃣ Toscana – 9 (Idroelettrico, Geotermico)
5️⃣ Emilia-Romagna – 8 (Fotovoltaico, Eolico)
6️⃣ Veneto – 8 (Idroelettrico, Fotovoltaico)
7️⃣ Campania – 7 (Fotovoltaico, Eolico)
8️⃣ Sicilia – 7 (Eolico, Fotovoltaico)
9️⃣ Lazio – 6 (Fotovoltaico, Eolico)
🔟 Calabria – 5 (Eolico, Fotovoltaico)
11️⃣ Marche – 4 (Fotovoltaico, Eolico)
12️⃣ Abruzzo – 4 (Fotovoltaico, Eolico)
13️⃣ Friuli-Venezia Giulia – 3 (Fotovoltaico, Idroelettrico)
14️⃣ Basilicata – 3 (Fotovoltaico, Eolico)
15️⃣ Sardegna – 3 (Fotovoltaico, Eolico)
16️⃣ Trentino-Alto Adige – 2.5 (Idroelettrico, Fotovoltaico)
17️⃣ Umbria – 2 (Fotovoltaico, Idroelettrico)
18️⃣ Liguria – 1.5 (Fotovoltaico, Idroelettrico)
19️⃣ Molise – 1 (Fotovoltaico, Eolico)
20️⃣ Valle d’Aosta – 0.8 (Idroelettrico, Fotovoltaico)
(Valori stimati su base dati GSE 2023 + trend 2024-2025)

🔎 Cosa raccontano questi numeri?

1️⃣ Il Nord guida grazie all’idroelettrico
Regioni alpine come Lombardia, Piemonte, Veneto e Trentino-Alto Adige continuano a beneficiare di una forte produzione idroelettrica, una delle colonne storiche del mix italiano.
2️⃣ Il Sud accelera con sole e vento
Puglia, Sicilia, Campania, Calabria e Basilicata dimostrano la centralità di fotovoltaico ed eolico, con margini di ulteriore crescita.
3️⃣ La Toscana è un caso unico
È l’unica regione con un contributo rilevante e strutturale di geotermico, che la rende un modello di diversificazione.

Le rinnovabili significano:
✔️ meno importazioni di gas
✔️ maggiore indipendenza energetica
✔️ più investimenti e occupazione
✔️ meno emissioni

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#rinnovabili #energiarinnovabile #transizioneenergetica #toscanasostenibile #agenda2030

La rigenerazione urbana mette al centro persone, territorio e paesaggio 👥

La Regione Toscana guida investimenti e azioni concrete per città più inclusive, sicure e sostenibili, dove socialità, cultura e innovazione convivono con la resilienza ai rischi ambientali.

A ...Chianciano Terme, il Masterplan Chianciano 2035 trasforma la visione in realtà:
📍 4,1 milioni di euro per dieci anni di rigenerazione urbana
📍 nuove piazze e spazi verdi
📍 infrastrutture per turismo, sociale e innovazione
📍 abitazioni sostenibili come senior housing e co-housing

Rigenerare non è solo costruire o demolire: significa che ogni spazio conta, dai quartieri ai parchi, dalla cultura al lavoro, dall’innovazione alla sicurezza.
È un intervento concreto sulla vita quotidiana, sull’ambiente e sulla resilienza dei territori.

Queste azioni rispondono alle sfide dell’Agenda 2030 legate a città inclusive, sicure e resilienti, valorizzando il territorio, tutelando i beni culturali e naturali, e migliorando la qualità della vita delle comunità.

#RigenerazioneUrbana #CittàSostenibili #Agenda2030 #ToscanaVerde #ComunitàSostenibile

Avevamo rimandato ogni analisi sul Dl Energia alla pubblicazione della relazione tecnica. Ora che è disponibile, il quadro appare chiaro: il decreto contiene scommesse rilevanti e si fonda su ipotesi decisamente ottimistiche. Dietro cifre importanti si intravede un impianto che presuppone ...condizioni favorevoli e una forte fiducia nei comportamenti degli operatori.
L’idea di fondo è intervenire sul “marginale”, cioè sul gas, per abbassare il prezzo dell’elettricità all’ingrosso. Ma la strategia regge solo se si verificano due condizioni, entrambe tutt’altro che garantite. La prima: che il gas resti per anni la fonte che determina il prezzo, nonostante la crescita delle rinnovabili e dei contratti a lungo termine a prezzo fisso (PPA). La seconda: che i benefici riconosciuti ai produttori si traducano davvero in bollette più basse. Qui il ruolo di ARERA è cruciale: non basta la norma, servono controlli efficaci e sanzioni se i risparmi non vengono trasferiti ai clienti.
Anche sul piano fiscale l’equilibrio è fragile. L’aumento dell’IRAP per le imprese energetiche finanzia uno sconto sugli oneri per molte aziende. In teoria è una redistribuzione; in pratica c’è il rischio che le imprese compensino la maggiore imposta aumentando i prezzi. Se accade, il beneficio si annulla.
La misura sulle quote ETS è la più ambiziosa e controversa. Senza il via libera europeo sugli aiuti di Stato non parte nemmeno; con l’ok restano incognite su importazioni, esportazioni e stabilità delle regole. E per chi investe, la prevedibilità conta quanto il prezzo.
Il punto, allora, è strategico: vogliamo ridurre i prezzi intervenendo artificialmente sul gas, o ridurre la dipendenza dal gas investendo in rinnovabili, reti e accumuli? È una scelta che pesa sul futuro del Paese.

#DecretoEnergia #bollettaenergetica #PoliticaEnergetica #rinnovabili #energiarinnovabile #gas #ETS #decretobollette #energia #transizioneenergetica #caroenergia #carobollette #toscanasostenibile #agenda2030

Via libera dai Paesi Ue all'elenco aggiornato degli #inquinanti che incidono sulle #acque superficiali e sotterranee, compresi pesticidi, prodotti farmaceutici e Pfas. Il Parlamento dovrebbe procedere alla votazione finale entro fine marzo.
#ANSA2030
➡ https://t.co/SIfxnfbeCi

Nel 2026 la capacità installata nel nostro Paese 𝐞̀ 𝐟𝐞𝐫𝐦𝐚 𝐚 𝐜𝐢𝐫𝐜𝐚 𝟗𝟎𝟎 𝐌𝐖, sostanzialmente invariata da anni. E questo nonostante un potenziale stimato, entro i 5 chilometri di profondità, in grado di 𝐜𝐨𝐩𝐫𝐢𝐫𝐞 𝐟𝐢𝐧𝐨... 𝐚 𝟒 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐞 𝐢𝐥 𝐟𝐚𝐛𝐛𝐢𝐬𝐨𝐠𝐧𝐨 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞. A frenare lo sviluppo sono costi esplorativi elevati, iter autorizzativi lunghi e incerti, opposizioni territoriali e, soprattutto, l’assenza di una visione industriale chiara. Con l’immobilismo rischiamo perdere un vantaggio competitivo costruito in decenni di esperienza.
Altrove lo scenario è diverso. In 𝐆𝐞𝐫𝐦𝐚𝐧𝐢𝐚 il Bundestag ha approvato nel dicembre 2025 la prima legge federale dedicata alla geotermia, semplificando le procedure e chiarendo le competenze. La 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐢𝐚, già dagli anni ’80, ha introdotto fondi di garanzia pubblici per coprire il rischio esplorativo: tra il 2008 e il 2020 il meccanismo ha attivato un forte effetto leva sugli investimenti, sostenendo decine di nuovi pozzi con un limitato numero di insuccessi.
Anche fuori dall’Europa la geotermia è considerata asset strategico. Le 𝐅𝐢𝐥𝐢𝐩𝐩𝐢𝐧𝐞, con quasi 2.000 MW installati, stanno lavorando a un programma di prestiti da 250 milioni di dollari per attrarre investimenti nell’esplorazione. Negli 𝐒𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐔𝐧𝐢𝐭𝐢, nel 2025, sono state accelerate le autorizzazioni per progetti geotermici in nome della sicurezza energetica nazionale. In 𝐏𝐨𝐫𝐭𝐨𝐠𝐚𝐥𝐥𝐨 𝐞 𝐒𝐩𝐚𝐠𝐧𝐚 fondi pubblici sostengono studi e nuovi impianti.
Scommettere sulla geotermia significherebbe valorizzare una risorsa programmabile, continua e rinnovabile, capace di produrre elettricità e calore per industrie e città. Serve 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐠𝐞𝐨𝐭𝐞𝐫𝐦𝐢𝐚 𝐢𝐥 𝐫𝐮𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐩𝐢𝐥𝐚𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐭𝐫𝐚𝐧𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐞𝐭𝐢𝐜𝐚 italiana, dotandola di strumenti di de-risking, incentivi mirati e una governance stabile.

#geotermia #transizioneenergetica #toscana #toscanasostenibile #rinnovabili #bassaentalpia #mediaentalpia #energiarinnovabile #agenda2030 #geotermico

La centrale nucleare 𝐇𝐢𝐧𝐤𝐥𝐞𝐲 𝐏𝐨𝐢𝐧𝐭 𝐂 venne annunciata con 𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐭𝐚 𝐢𝐧 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐧𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟓 𝐞 𝐮𝐧 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐢𝐫𝐜𝐚 𝟐𝟐 ...𝐦𝐢𝐥𝐢𝐚𝐫𝐝𝐢 di euro. Poi ci sono stati una serie infinita di slittamenti e aumenti. Oggi, secondo le ultime dichiarazioni EDF 𝐬𝐚𝐫𝐚̀ 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐧𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟑𝟎, con un budget aggiornato a 𝐪𝐮𝐚𝐬𝐢 𝟔𝟎 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐚𝐫𝐝𝐢. 𝟓 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐭𝐚𝐫𝐝𝐨 𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐢 𝐪𝐮𝐚𝐬𝐢 𝐭𝐫𝐢𝐩𝐥𝐢𝐜𝐚𝐭𝐢 segnano un record difficile da ignorare anche per i sostenitori del nucleare. Almeno per quelli intellettualmente onesti. Ogni anno di ritardo aumenta non solo i costi diretti, ma anche il rischio reputazionale di EDF e del nucleare in genere. Già messo alla prova dai cantieri di Olkiluoto 3 e Flamanville 3 altrettanto tormentati.
A fronte di 60 miliardi di euro vale la pena sottolineare che il Regno Unito avrebbe potuto costruire oltre 𝟖𝟏 𝐆𝐖 𝐝𝐢 𝐟𝐨𝐭𝐨𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚𝐢𝐜𝐨 𝐮𝐭𝐢𝐥𝐢𝐭𝐲-𝐬𝐜𝐚𝐥𝐞, in appena 1-2 anni per ciclo di costruzione. Oppure quasi 𝟐𝟎 𝐆𝐖 𝐝𝐢 𝐞𝐨𝐥𝐢𝐜𝐨 𝐨𝐟𝐟𝐬𝐡𝐨𝐫𝐞, equivalenti a una produzione media di circa 9 GW, 𝐪𝐮𝐚𝐬𝐢 𝟑 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐚 𝐇𝐢𝐧𝐤𝐥𝐞𝐲 (2,9 GW).
Si tratta di uno degli esempi più rilevanti in Europa di escalation di tempi e costi in un grande progetto nucleare contemporaneo.
📊 In sintesi
Dal 2016 a oggi:
📅 Ritardo: da entrata in funzione prevista nel 2025 a possibile avvio nel 2030, +5 anni (minimo)
💶 Costo: da 22 miliardi € a circa 60 miliardi €
📈 Incremento complessivo: quasi triplicato rispetto alla stima iniziale.
#nucleare #rinnovabili #energierinnovabili #transizioneenergetica #energianucleare #SMR #costinucleare #energiaatomica #centralenucleare #costidelnucleare #scorieradioattive #costoenergia #toscanasostenibile #agenda2030 #Olkiluoto #Flamanville #Hinkley

Nel 2025 l’energia pulita si è affermata come uno dei principali motori dell’economia cinese. Solare, veicoli elettrici, batterie e altre tecnologie green hanno generato 𝐨𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐭𝐞𝐫𝐳𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐫𝐞𝐬𝐜𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥 ...𝐏𝐈𝐋 𝐞 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐝𝐞𝐥 𝟗𝟎% 𝐝𝐞𝐢 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐢 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐬𝐭𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢.
I comparti dell’energia pulita hanno contribuito per circa l’11,4%. Solo tre anni prima questa era ferma al 7,3%. Il valore reale dell’energia pulita è 𝐪𝐮𝐚𝐬𝐢 𝐫𝐚𝐝𝐝𝐨𝐩𝐩𝐢𝐚𝐭𝐨 𝐭𝐫𝐚 𝐢𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟐 𝐞 𝐢𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟓.
Inoltre, i settori industriali green crescono molto più velocemente del resto dell’economia, con un tasso passato dal 12% del 2024 al 18% del 2025.
Un segnale chiaro di come la 𝐭𝐫𝐚𝐧𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐞𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐬𝐢𝐚 𝐨𝐫𝐦𝐚𝐢 𝐥𝐚 𝐥𝐞𝐯𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐯𝐢𝐥𝐮𝐩𝐩𝐨 𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐜𝐨 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐢𝐚𝐥𝐞.
Nel 2025 la Cina ha investito circa 7.200 miliardi di yuan nell’energia pulita, quasi quattro volte quanto destinato a carbone e combustibili fossili. Il 𝐟𝐨𝐭𝐨𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚𝐢𝐜𝐨 𝐡𝐚 𝐚𝐯𝐮𝐭𝐨 𝐮𝐧 𝐫𝐮𝐨𝐥𝐨 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐥𝐞, generando il 19% del valore complessivo del comparto e contribuendo con 2.900 miliardi di yuan all’economia nazionale.
La spinta si riflette anche nel sistema elettrico: il 90% degli investimenti nella generazione di energia è andato a fonti pulite, portando le rinnovabili non fossili al 𝟒𝟐% 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐭𝐨𝐭𝐚𝐥𝐞.

#EnergiaPulita #Cina #VeicoliElettrici #Solare #Fotovoltaico #TransizioneEnergetica #Batterie #EconomiaGreen #Investimenti #Rinnovabili #AccumulodiEnergia #Batteria #toscanasostenibile #agenda2030

La produzione di eolico e fotovoltaico segna un incremento del 16% rispetto a gennaio 2025. Analizzando le singole fonti rinnovabili, la produzione eolica (+16,2%) a gennaio ha sfiorato i 3 TWh, confermandosi la prima fonte rinnovabile del mese. Anche il fotovoltaico ha registrato una variazione ...positiva a due cifre (+15,2%) con un incremento complessivo di 233 GWh, dovuto al contributo positivo dell’aumento di capacità in esercizio (+261 GWh).
Secondo le rilevazioni di Terna, considerando tutte le fonti rinnovabili, a gennaio 2026 la capacità installata è aumentata di 474 MW. Al 31 gennaio si registrano 84.003 MW di potenza installata, di cui, in particolare, 43.846 MW di solare e 13.768 MW di eolico.
Relativamente agli accumuli si registrano in Italia 893.092 nuovi impianti che corrispondono a 18.038 MWh di capacità e 7.424 MW di potenza nominale.

#Fotovoltaico #Solare #Eolico #EnergiaSolare #TransizioneEnergetica #Rinnovabili #EnergiaPulita #autonomiaenergetica #indipendenzaenergetica #energiarinnovabile #toscanasostenibile #agenda2030 #smartgrid #accumuli

𝐂𝐡𝐢 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐚𝐜𝐜𝐞𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐢𝐛𝐮𝐭𝐨
Il contributo copre fino al 40% dei costi ammissibili e si cumula con la tariffa incentivante GSE per 20 anni, ma non con le ...detrazioni fiscali. È possibile richiedere un anticipo del 30%.
𝐂𝐄𝐑 𝐞 𝐆𝐫𝐮𝐩𝐩𝐢 𝐝𝐢 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐜𝐨𝐧𝐬𝐮𝐦𝐨: 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐢𝐫𝐥𝐢
Le CER richiedono la creazione di un soggetto giuridico autonomo: associazione, cooperativa, consorzio o ente del Terzo settore. Membri possono essere cittadini, imprese, enti locali o associazioni, purché collegati alla stessa cabina primaria. I Gruppi di autoconsumo sono più semplici: bastano due o più partecipanti dello stesso edificio e un referente che presenti la domanda al GSE. Si può trattare di 𝒖𝒏 𝒄𝒐𝒏𝒅𝒐𝒎𝒊𝒏𝒊𝒐 𝒐 𝒅𝒊 𝒖𝒏𝒂 𝒔𝒆𝒎𝒑𝒍𝒊𝒄𝒆 𝒗𝒊𝒍𝒍𝒆𝒕𝒕𝒂 𝒃𝒊𝒇𝒂𝒎𝒊𝒍𝒊𝒂𝒓𝒆.
𝐓𝐞𝐦𝐩𝐢, 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐞 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐢
Il contributo finanzia impianti fino a 1 MW, compresi sistemi di accumulo. I lavori devono iniziare dopo la presentazione della domanda, anche se spese preliminari per progettazione e autorizzazioni sono ammesse. Gli impianti devono entrare in esercizio entro 24 mesi dalla concessione del contributo.
𝐔𝐧’𝐨𝐜𝐜𝐚𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐩𝐢𝐜𝐜𝐨𝐥𝐢 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢 𝐞 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐢
Questa misura rappresenta una doppia vittoria: bollette più leggere e comunità più sostenibili. I Comuni sotto i 50.000 abitanti hanno ora l’opportunità di diventare protagonisti della transizione energetica, con incentivi concreti e procedure semplificate.

#EnergiaRinnovabile #PannelliSolari #ComunitàEnergetica #Autoconsumo #TransizioneEnergetica #IncentiviEnergia #Rinnovabili #EnergiaPulita #CER #toscanasostenibile #agenda2030

Nel 2025 le rinnovabili hanno coperto circa il 41% della domanda elettrica nazionale, con una produzione complessiva di 126–128 TWh.
Non è più una tendenza: è una trasformazione strutturale del sistema energetico italiano. Ecco la classifica stimata delle 20 regioni per produzione di energia rinnovabile nel 2025.

📊 Produzione rinnovabile per regione (TWh)
1️⃣ Lombardia – 18 (Idroelettrico, Fotovoltaico)
2️⃣ Puglia – 15 (Fotovoltaico, Eolico)
3️⃣ Piemonte – 10 (Idroelettrico, Fotovoltaico)
4️⃣ Toscana – 9 (Idroelettrico, Geotermico)
5️⃣ Emilia-Romagna – 8 (Fotovoltaico, Eolico)
6️⃣ Veneto – 8 (Idroelettrico, Fotovoltaico)
7️⃣ Campania – 7 (Fotovoltaico, Eolico)
8️⃣ Sicilia – 7 (Eolico, Fotovoltaico)
9️⃣ Lazio – 6 (Fotovoltaico, Eolico)
🔟 Calabria – 5 (Eolico, Fotovoltaico)
11️⃣ Marche – 4 (Fotovoltaico, Eolico)
12️⃣ Abruzzo – 4 (Fotovoltaico, Eolico)
13️⃣ Friuli-Venezia Giulia – 3 (Fotovoltaico, Idroelettrico)
14️⃣ Basilicata – 3 (Fotovoltaico, Eolico)
15️⃣ Sardegna – 3 (Fotovoltaico, Eolico)
16️⃣ Trentino-Alto Adige – 2.5 (Idroelettrico, Fotovoltaico)
17️⃣ Umbria – 2 (Fotovoltaico, Idroelettrico)
18️⃣ Liguria – 1.5 (Fotovoltaico, Idroelettrico)
19️⃣ Molise – 1 (Fotovoltaico, Eolico)
20️⃣ Valle d’Aosta – 0.8 (Idroelettrico, Fotovoltaico)
(Valori stimati su base dati GSE 2023 + trend 2024-2025)

🔎 Cosa raccontano questi numeri?

1️⃣ Il Nord guida grazie all’idroelettrico
Regioni alpine come Lombardia, Piemonte, Veneto e Trentino-Alto Adige continuano a beneficiare di una forte produzione idroelettrica, una delle colonne storiche del mix italiano.
2️⃣ Il Sud accelera con sole e vento
Puglia, Sicilia, Campania, Calabria e Basilicata dimostrano la centralità di fotovoltaico ed eolico, con margini di ulteriore crescita.
3️⃣ La Toscana è un caso unico
È l’unica regione con un contributo rilevante e strutturale di geotermico, che la rende un modello di diversificazione.

Le rinnovabili significano:
✔️ meno importazioni di gas
✔️ maggiore indipendenza energetica
✔️ più investimenti e occupazione
✔️ meno emissioni

💬 Secondo te quale regione crescerà di più nei prossimi 5 anni?

#rinnovabili #energiarinnovabile #transizioneenergetica #toscanasostenibile #agenda2030

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La rigenerazione urbana mette al centro persone, territorio e paesaggio 👥

La Regione Toscana guida investimenti e azioni concrete per città più inclusive, sicure e sostenibili, dove socialità, cultura e innovazione convivono con la resilienza ai rischi ambientali.

A Chianciano Terme, il Masterplan Chianciano 2035 trasforma la visione in realtà:
📍 4,1 milioni di euro per dieci anni di rigenerazione urbana
📍 nuove piazze e spazi verdi 
📍 infrastrutture per turismo, sociale e innovazione 
📍 abitazioni sostenibili come senior housing e co-housing 

Rigenerare non è solo costruire o demolire: significa che ogni spazio conta, dai quartieri ai parchi, dalla cultura al lavoro, dall’innovazione alla sicurezza.
È un intervento concreto sulla vita quotidiana, sull’ambiente e sulla resilienza dei territori.

Queste azioni rispondono alle sfide dell’Agenda 2030 legate a città inclusive, sicure e resilienti, valorizzando il territorio, tutelando i beni culturali e naturali, e migliorando la qualità della vita delle comunità. 

#RigenerazioneUrbana #CittàSostenibili #Agenda2030 #ToscanaVerde #ComunitàSostenibile

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Avevamo rimandato ogni analisi sul Dl Energia alla pubblicazione della relazione tecnica. Ora che è disponibile, il quadro appare chiaro: il decreto contiene scommesse rilevanti e si fonda su ipotesi decisamente ottimistiche. Dietro cifre importanti si intravede un impianto che presuppone condizioni favorevoli e una forte fiducia nei comportamenti degli operatori.
L’idea di fondo è intervenire sul “marginale”, cioè sul gas, per abbassare il prezzo dell’elettricità all’ingrosso. Ma la strategia regge solo se si verificano due condizioni, entrambe tutt’altro che garantite. La prima: che il gas resti per anni la fonte che determina il prezzo, nonostante la crescita delle rinnovabili e dei contratti a lungo termine a prezzo fisso (PPA). La seconda: che i benefici riconosciuti ai produttori si traducano davvero in bollette più basse. Qui il ruolo di ARERA è cruciale: non basta la norma, servono controlli efficaci e sanzioni se i risparmi non vengono trasferiti ai clienti.
Anche sul piano fiscale l’equilibrio è fragile. L’aumento dell’IRAP per le imprese energetiche finanzia uno sconto sugli oneri per molte aziende. In teoria è una redistribuzione; in pratica c’è il rischio che le imprese compensino la maggiore imposta aumentando i prezzi. Se accade, il beneficio si annulla.
La misura sulle quote ETS è la più ambiziosa e controversa. Senza il via libera europeo sugli aiuti di Stato non parte nemmeno; con l’ok restano incognite su importazioni, esportazioni e stabilità delle regole. E per chi investe, la prevedibilità conta quanto il prezzo.
Il punto, allora, è strategico: vogliamo ridurre i prezzi intervenendo artificialmente sul gas, o ridurre la dipendenza dal gas investendo in rinnovabili, reti e accumuli? È una scelta che pesa sul futuro del Paese.

#DecretoEnergia #bollettaenergetica #PoliticaEnergetica #rinnovabili #energiarinnovabile #gas #ETS #decretobollette #energia #transizioneenergetica #caroenergia #carobollette #toscanasostenibile #agenda2030

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Nel 2026 la capacità installata nel nostro Paese 𝐞̀ 𝐟𝐞𝐫𝐦𝐚 𝐚 𝐜𝐢𝐫𝐜𝐚 𝟗𝟎𝟎 𝐌𝐖, sostanzialmente invariata da anni. E questo nonostante un potenziale stimato, entro i 5 chilometri di profondità, in grado di 𝐜𝐨𝐩𝐫𝐢𝐫𝐞 𝐟𝐢𝐧𝐨 𝐚 𝟒 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐞 𝐢𝐥 𝐟𝐚𝐛𝐛𝐢𝐬𝐨𝐠𝐧𝐨 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞. A frenare lo sviluppo sono costi esplorativi elevati, iter autorizzativi lunghi e incerti, opposizioni territoriali e, soprattutto, l’assenza di una visione industriale chiara. Con l’immobilismo rischiamo perdere un vantaggio competitivo costruito in decenni di esperienza.
Altrove lo scenario è diverso. In 𝐆𝐞𝐫𝐦𝐚𝐧𝐢𝐚 il Bundestag ha approvato nel dicembre 2025 la prima legge federale dedicata alla geotermia, semplificando le procedure e chiarendo le competenze. La 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐢𝐚, già dagli anni ’80, ha introdotto fondi di garanzia pubblici per coprire il rischio esplorativo: tra il 2008 e il 2020 il meccanismo ha attivato un forte effetto leva sugli investimenti, sostenendo decine di nuovi pozzi con un limitato numero di insuccessi.
Anche fuori dall’Europa la geotermia è considerata asset strategico. Le 𝐅𝐢𝐥𝐢𝐩𝐩𝐢𝐧𝐞, con quasi 2.000 MW installati, stanno lavorando a un programma di prestiti da 250 milioni di dollari per attrarre investimenti nell’esplorazione. Negli 𝐒𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐔𝐧𝐢𝐭𝐢, nel 2025, sono state accelerate le autorizzazioni per progetti geotermici in nome della sicurezza energetica nazionale. In 𝐏𝐨𝐫𝐭𝐨𝐠𝐚𝐥𝐥𝐨 𝐞 𝐒𝐩𝐚𝐠𝐧𝐚 fondi pubblici sostengono studi e nuovi impianti.
Scommettere sulla geotermia significherebbe valorizzare una risorsa programmabile, continua e rinnovabile, capace di produrre elettricità e calore per industrie e città. Serve 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐠𝐞𝐨𝐭𝐞𝐫𝐦𝐢𝐚 𝐢𝐥 𝐫𝐮𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐩𝐢𝐥𝐚𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐭𝐫𝐚𝐧𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐞𝐭𝐢𝐜𝐚 italiana, dotandola di strumenti di de-risking, incentivi mirati e una governance stabile.

#geotermia #transizioneenergetica #toscana #toscanasostenibile #rinnovabili #bassaentalpia #mediaentalpia #energiarinnovabile #agenda2030 #geotermico

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La centrale nucleare 𝐇𝐢𝐧𝐤𝐥𝐞𝐲 𝐏𝐨𝐢𝐧𝐭 𝐂 venne annunciata con 𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐭𝐚 𝐢𝐧 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐧𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟓 𝐞 𝐮𝐧 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐢𝐫𝐜𝐚 𝟐𝟐 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐚𝐫𝐝𝐢 di euro. Poi ci sono stati una serie infinita di slittamenti e aumenti. Oggi, secondo le ultime dichiarazioni EDF 𝐬𝐚𝐫𝐚̀ 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐧𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟑𝟎, con un budget aggiornato a 𝐪𝐮𝐚𝐬𝐢 𝟔𝟎 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐚𝐫𝐝𝐢. 𝟓 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐭𝐚𝐫𝐝𝐨 𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐢 𝐪𝐮𝐚𝐬𝐢 𝐭𝐫𝐢𝐩𝐥𝐢𝐜𝐚𝐭𝐢 segnano un record difficile da ignorare anche per i sostenitori del nucleare. Almeno per quelli intellettualmente onesti. Ogni anno di ritardo aumenta non solo i costi diretti, ma anche il rischio reputazionale di EDF e del nucleare in genere. Già messo alla prova dai cantieri di Olkiluoto 3 e Flamanville 3 altrettanto tormentati.
A fronte di 60 miliardi di euro vale la pena sottolineare che il Regno Unito avrebbe potuto costruire oltre 𝟖𝟏 𝐆𝐖 𝐝𝐢 𝐟𝐨𝐭𝐨𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚𝐢𝐜𝐨 𝐮𝐭𝐢𝐥𝐢𝐭𝐲-𝐬𝐜𝐚𝐥𝐞, in appena 1-2 anni per ciclo di costruzione. Oppure quasi 𝟐𝟎 𝐆𝐖 𝐝𝐢 𝐞𝐨𝐥𝐢𝐜𝐨 𝐨𝐟𝐟𝐬𝐡𝐨𝐫𝐞, equivalenti a una produzione media di circa 9 GW, 𝐪𝐮𝐚𝐬𝐢 𝟑 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐚 𝐇𝐢𝐧𝐤𝐥𝐞𝐲 (2,9 GW).
Si tratta di uno degli esempi più rilevanti in Europa di escalation di tempi e costi in un grande progetto nucleare contemporaneo.
📊 In sintesi
Dal 2016 a oggi:
📅 Ritardo: da entrata in funzione prevista nel 2025 a possibile avvio nel 2030, +5 anni (minimo)
💶 Costo: da 22 miliardi € a circa 60 miliardi €
📈 Incremento complessivo: quasi triplicato rispetto alla stima iniziale.
#nucleare #rinnovabili #energierinnovabili #transizioneenergetica #energianucleare #SMR #costinucleare #energiaatomica #centralenucleare #costidelnucleare #scorieradioattive #costoenergia #toscanasostenibile #agenda2030 #Olkiluoto #Flamanville #Hinkley

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Nel 2025 l’energia pulita si è affermata come uno dei principali motori dell’economia cinese. Solare, veicoli elettrici, batterie e altre tecnologie green hanno generato 𝐨𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐭𝐞𝐫𝐳𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐫𝐞𝐬𝐜𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐏𝐈𝐋 𝐞 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐝𝐞𝐥 𝟗𝟎% 𝐝𝐞𝐢 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐢 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐬𝐭𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢.
I comparti dell’energia pulita hanno contribuito per circa l’11,4%. Solo tre anni prima questa era ferma al 7,3%. Il valore reale dell’energia pulita è 𝐪𝐮𝐚𝐬𝐢 𝐫𝐚𝐝𝐝𝐨𝐩𝐩𝐢𝐚𝐭𝐨 𝐭𝐫𝐚 𝐢𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟐 𝐞 𝐢𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟓.
Inoltre, i settori industriali green crescono molto più velocemente del resto dell’economia, con un tasso passato dal 12% del 2024 al 18% del 2025.
Un segnale chiaro di come la 𝐭𝐫𝐚𝐧𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐞𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐬𝐢𝐚 𝐨𝐫𝐦𝐚𝐢 𝐥𝐚 𝐥𝐞𝐯𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐯𝐢𝐥𝐮𝐩𝐩𝐨 𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐜𝐨 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐢𝐚𝐥𝐞.
Nel 2025 la Cina ha investito circa 7.200 miliardi di yuan nell’energia pulita, quasi quattro volte quanto destinato a carbone e combustibili fossili. Il 𝐟𝐨𝐭𝐨𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚𝐢𝐜𝐨 𝐡𝐚 𝐚𝐯𝐮𝐭𝐨 𝐮𝐧 𝐫𝐮𝐨𝐥𝐨 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐥𝐞, generando il 19% del valore complessivo del comparto e contribuendo con 2.900 miliardi di yuan all’economia nazionale.
La spinta si riflette anche nel sistema elettrico: il 90% degli investimenti nella generazione di energia è andato a fonti pulite, portando le rinnovabili non fossili al 𝟒𝟐% 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐭𝐨𝐭𝐚𝐥𝐞.

#EnergiaPulita #Cina #VeicoliElettrici #Solare #Fotovoltaico #TransizioneEnergetica #Batterie #EconomiaGreen #Investimenti #Rinnovabili #AccumulodiEnergia #Batteria #toscanasostenibile #agenda2030

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La produzione di eolico e fotovoltaico segna un incremento del 16% rispetto a gennaio 2025. Analizzando le singole fonti rinnovabili, la produzione eolica (+16,2%) a gennaio ha sfiorato i 3 TWh, confermandosi la prima fonte rinnovabile del mese. Anche il fotovoltaico ha registrato una variazione positiva a due cifre (+15,2%) con un incremento complessivo di 233 GWh, dovuto al contributo positivo dell’aumento di capacità in esercizio (+261 GWh).
Secondo le rilevazioni di Terna, considerando tutte le fonti rinnovabili, a gennaio 2026 la capacità installata è aumentata di 474 MW. Al 31 gennaio si registrano 84.003 MW di potenza installata, di cui, in particolare, 43.846 MW di solare e 13.768 MW di eolico.
Relativamente agli accumuli si registrano in Italia 893.092 nuovi impianti che corrispondono a 18.038 MWh di capacità e 7.424 MW di potenza nominale.

#Fotovoltaico #Solare #Eolico #EnergiaSolare #TransizioneEnergetica #Rinnovabili #EnergiaPulita #autonomiaenergetica #indipendenzaenergetica #energiarinnovabile #toscanasostenibile #agenda2030 #smartgrid #accumuli

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𝐂𝐡𝐢 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐚𝐜𝐜𝐞𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐢𝐛𝐮𝐭𝐨
Il contributo copre fino al 40% dei costi ammissibili e si cumula con la tariffa incentivante GSE per 20 anni, ma non con le detrazioni fiscali. È possibile richiedere un anticipo del 30%. 
𝐂𝐄𝐑 𝐞 𝐆𝐫𝐮𝐩𝐩𝐢 𝐝𝐢 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐜𝐨𝐧𝐬𝐮𝐦𝐨: 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐢𝐫𝐥𝐢
Le CER richiedono la creazione di un soggetto giuridico autonomo: associazione, cooperativa, consorzio o ente del Terzo settore. Membri possono essere cittadini, imprese, enti locali o associazioni, purché collegati alla stessa cabina primaria. I Gruppi di autoconsumo sono più semplici: bastano due o più partecipanti dello stesso edificio e un referente che presenti la domanda al GSE. Si può trattare di 𝒖𝒏 𝒄𝒐𝒏𝒅𝒐𝒎𝒊𝒏𝒊𝒐 𝒐 𝒅𝒊 𝒖𝒏𝒂 𝒔𝒆𝒎𝒑𝒍𝒊𝒄𝒆 𝒗𝒊𝒍𝒍𝒆𝒕𝒕𝒂 𝒃𝒊𝒇𝒂𝒎𝒊𝒍𝒊𝒂𝒓𝒆.
𝐓𝐞𝐦𝐩𝐢, 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐞 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐢
Il contributo finanzia impianti fino a 1 MW, compresi sistemi di accumulo. I lavori devono iniziare dopo la presentazione della domanda, anche se spese preliminari per progettazione e autorizzazioni sono ammesse. Gli impianti devono entrare in esercizio entro 24 mesi dalla concessione del contributo.
𝐔𝐧’𝐨𝐜𝐜𝐚𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐩𝐢𝐜𝐜𝐨𝐥𝐢 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢 𝐞 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐢
Questa misura rappresenta una doppia vittoria: bollette più leggere e comunità più sostenibili. I Comuni sotto i 50.000 abitanti hanno ora l’opportunità di diventare protagonisti della transizione energetica, con incentivi concreti e procedure semplificate.

#EnergiaRinnovabile #PannelliSolari #ComunitàEnergetica #Autoconsumo #TransizioneEnergetica #IncentiviEnergia #Rinnovabili #EnergiaPulita #CER #toscanasostenibile #agenda2030

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Nel 2024 la capacità installata globale è cresciuta del 15,1%, mentre l’occupazione nel settore si è fermata a un +2,3%. Il rapporto di IRENA fotografa un settore in piena espansione tecnologica, ma attraversato da forti squilibri. Nel complesso, 𝐠𝐥𝐢 𝐨𝐜𝐜𝐮𝐩𝐚𝐭𝐢 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐫𝐢𝐧𝐧𝐨𝐯𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐫𝐚𝐠𝐠𝐢𝐮𝐧𝐭𝐨 𝐪𝐮𝐨𝐭𝐚 𝟏𝟔,𝟔 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐨𝐧𝐢 nel mondo, ma sono concentrati in poche aree. I primi cinque Paesi raccolgono oltre l’85% dei posti di lavoro. La Cina domina con il 44% dell’occupazione globale (circa 7,3 milioni di addetti), seguita dal resto dell’Asia, dall’Unione europea, dal Brasile e dall’India. Una distribuzione che riflette differenze negli investimenti, nelle politiche pubbliche e nella disponibilità di competenze qualificate.
Il settore più dinamico resta il 𝐬𝐨𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐟𝐨𝐭𝐨𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚𝐢𝐜𝐨, che traina sia la nuova capacità sia l’occupazione: 𝟕,𝟐 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 nel 2024, contro i 2,7 milioni di dieci anni fa. Seguono biocarburanti, idroelettrico ed eolico. Anche qui la leadership è cinese: Pechino concentra il 58% dei posti di lavoro nel fotovoltaico, grazie al predominio nella produzione di pannelli. 𝐋’𝟖𝟐% 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐨𝐜𝐜𝐮𝐩𝐚𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐞̀ 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐬𝐨𝐥𝐢 𝐝𝐢𝐞𝐜𝐢 𝐏𝐚𝐞𝐬𝐢, 𝐭𝐫𝐚 𝐜𝐮𝐢 𝐜'𝐞̀ 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐥’𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚.
Resta aperta la questione dell’inclusione. Le donne rappresentano il 32% degli occupati nelle rinnovabili: meglio che nel petrolio e gas, ma ancora sotto la media globale del lavoro. Secondo il direttore generale di IRENA, la transizione energetica è “inarrestabile”, ma senza politiche che mettano le persone al centro rischia di non essere né giusta né davvero sostenibile.

#transizionenergetica #impreseenergivore #caroenergia #bollette #energiarinnovabile #rinnovabili #lowcarbon #cambiamentoclimatico #agenda2030 #toscanasostenibile #ENEA

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Gevi, una start up toscana, ha realizzato una turbina micro eolica ad asse verticale innovativa. La turbina presenta delle pale verticali la cui angolazione viene regolata in tempo reale a seconda del vento per ottimizzare la produzione energetica. Si avvia con meno di 2,5 m/s di vento ed in condizioni di lavoro nominali 5 kW di potenza elettrica la rendono adatta per l’autoconsumo e per le micro-reti locali.
Gevi ritiene che la turbina consenta una maggiore efficienza (60% in più di energia), maggiore affidabilità e sicurezza (il controllo in tempo reale riduce sensibilmente gli sforzi in caso di vento forte), versatilità (design compatto: altezza 3 m, diametro 5,4 m) e silenziosità che permette installazioni sia in contesti urbani che industriali o agricoli. 
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Il Decreto energia è arrivato. Finalmente. 𝐓𝐢𝐭𝐨𝐥𝐨 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐧𝐭𝐞, 𝐩𝐫𝐨𝐦𝐞𝐬𝐬𝐚 𝐫𝐚𝐬𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐚𝐧𝐭𝐞: bollette giù per famiglie a basso reddito e piccole e medie imprese. C'è da gioire per tutti! Poi però cerchi i numeri. E vedi che manca ancora la relazione tecnica approvata dalla Ragioneria generale dello Stato. Un dettaglio mica da poco, ma evidentemente è roba da pignoli. Perché dalla lettura delle norme una cosa è chiara: non è un decreto che riduce il costo complessivo del sistema. È un decreto che lo redistribuisce. 𝐍𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐚𝐛𝐛𝐚𝐬𝐬𝐚 𝐥𝐚 𝐬𝐩𝐞𝐬𝐚, 𝐬𝐢 𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚. Cambia la ripartizione, ma la coperta resta quella. I nodi strutturali, le rendite e i famosi colli di bottiglia non vengono affrontati, al massimo spostati o rimandati.
Complimenti, comunque, a chi già se la sente di commentare con grande sicurezza. Sia a chi applaude che a chi fischia. Davvero.
Noi invece abbiamo 𝐮𝐧 𝐯𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐚𝐧𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐞 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐩𝐨𝐜𝐨 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥: 𝐜𝐢 𝐩𝐢𝐚𝐜𝐞 𝐥𝐞𝐠𝐠𝐞𝐫𝐥𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐞 𝐫𝐞𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐭𝐞𝐜𝐧𝐢𝐜𝐡𝐞. Sì, quei documenti noiosissimi pieni di numeri, coperture, stime e saldi. Quelli che non si trovano mai nei comunicati stampa. Né nei commenti strillati dei tifosi. Sarà deformazione professionale. Sarà che prima di festeggiare 𝐜𝐢 𝐩𝐢𝐚𝐜𝐞 𝐜𝐚𝐩𝐢𝐫𝐞 𝐜𝐡𝐢 𝐩𝐚𝐠𝐚 𝐞 𝐜𝐡𝐢 𝐢𝐧𝐜𝐚𝐬𝐬𝐚. Perché in questi documenti uno 0,5%, che detto così sembra poca cosa, magari sposta qualche decina di milioni. E con quei milioni si spostano anche le valutazioni affrettate. Nate più dall'esigenza di tifare che da quella di capire. Quindi noi aspettiamo la relazione tecnica, con i numeri. E magari anche la conversione in legge perché, per esperienza, quando si ha a che fare con alcune delle aziende più ricche del Paese non è inusuale che spuntino una discreta dose di emendamenti che spostano più di qualche 0,5%. Nel frattempo, applausi a chi ha già capito tutto. Noi restiamo, per ora, senza giudizio e con la calcolatrice in mano.
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A Firenze il verde non è solo arredo urbano. È comunità, salute, partecipazione.💚

Nascono i Custodi del Verde: cittadini e associazioni che si prendono cura di alberi, aiuole e giardini nei quartieri.
Un progetto nato dall’Assemblea per il Clima e dal Piano del Verde del Comune, che trasforma la sostenibilità in un gesto quotidiano.

Curare uno spazio verde significa rendere la città più vivibile e costruire legami più forti tra le persone.
Perché la sostenibilità funziona davvero quando diventa collettiva.

Questo progetto si inserisce nell’Obiettivo 11 dell’Agenda 2030, che punta a creare città e comunità inclusive e sostenibili, dove il verde pubblico diventa uno strumento di salute, benessere e partecipazione sociale.

➡ Per partecipare consulta il sito del Comune di Firenze

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